3 settembre 2017

La vita non la si può mettere nei libri


Perché si leggono i romanzi di Giulio Verne? Tutto quello che si legge è fantastico; compreso, per esempio, il verismo zoliano. La vita non la si può mettere nei libri. Il lettore la vita la vive e gli fa schifo e fa egli stesso per la sua piccola parte un po' schifo ai suoi simili che gli fanno schifo. E tutto ciò con una semplicità volgare, comunissima, monotona; senza varietà, senz'arte. Nel libro però egli vuol trovare i personaggi d'eccezione, cioè dei personaggi inverosimili che sbadiglino delle interminabili dichiarazioni liriche d'amore, che siano nobili  o frenetici fino al sacrificio, fino al suicidio, che singhiozzino idealmente, che s'abbraccino elettricamente. In conclusione il libro deve essere un antidoto o almeno un anodino contro la vita; non la vita. Deve sostituire la morfina, l'oppio, l'etere, l'assenzio. 

(Mario Mariani, La casa dell'uomo, Milano, Lupetti, 2007)

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