12 settembre 2017

Amori adolescenziali


Ieri sera prendevo il fresco sul balcone e pensavo che tra i tanti libri da leggere ce ne sono alcuni che vorrei non avere ancora letto. 
Altrimenti rileggerli, ma con lo stesso meravigliamento che era stato.
Forse quando capiterà mi sembrerà come quando a un certo punto, rispetto a quando svegliarsi alle nove era presto e il pensiero più grande del giorno era se finire di scrivere un racconto o leggere un romanzo, a un certo punto è arrivata la sveglia alle sei, preparare un biberon e una scodella di latte, lavare i denti a tre bocche, accompagnare monopattini agli asili, poi fare la spesa e alle dieci essere in classe a fare lezione. 
Allora per il momento mi beo dell'adolescenza libresca di non leggere per la seconda volta un libro davanti alla meraviglia di quelli ancora da scoprire. 
E faccio liste di libri che vorrei avere non ancora letto.
Una sera penso alla trilogia di Grass, La pianista di Jelinek, Il paese delle prugne verdi di Müller, e la sera dopo a Viaggio al termine della notte di Céline, Ho servito il re d'Inghilterra di Hrabal e L'uomo senza qualità di Musil. 
Come i primi giorni di settembre, quando invece di fare la versione di latino ascoltavo i Nirvana, una sera pensavo a un amico che mi piaceva a Vascagliana e quella dopo al rappresentante d'istituto con i Dr Martens verdi. 

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