22 agosto 2017

Sul coraggio, Paolo Cognetti

Paolo Cognetti

Ci vuole la stessa incoscienza per posare la penna sul foglio e scrivere: "Il treno proseguì lungo il binario, scomparendo oltre una delle colline coperte di alberi bruciati". Quanti racconti saranno già cominciati con un treno che si allontana? Non ha importanza: quando scriviamo non facciamo che prendere il lavoro dei nostri predecessori e aggiungerci un pezzettino. Non solo quel pezzo è minuscolo, ma c'è pure la seria possibilità che sia un pezzo inutile: in tal caso verrà dimenticato dalla storia, eliminato senza rimpianti. Eppure, se ti siedi davanti al foglio con questo stato d'animo, non puoi che lasciarlo in bianco. Per cominciare a mettere una parola dopo l'altra, seguirle e vedere dove ti portano, devi essere capace di fartene meravigliare: e raccontare una storia come se fossi il primo in questo mondo a farlo.

(Paolo Cognetti, A pesca nelle pozze più profonde, Roma, minimum fax, 2014)

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