12 giugno 2017

Assenze, di Alessia Sonaglioni

Ho sognato il senso dell'essere in cinta e di avere un corpo che cresce dentro al mio. 
Acrilico, olio e matita bianca su tela 100x80 

Dopo un accompagnamento letterario durato un paio d'anni, Alessia Sonaglioni ha da poco pubblicato il suo romanzo d'esordio, Assenze, sulla piattaforma Ilmiolibro.


La protagonista del libro è Daniela, una giornalista quarantenne che gira il mondo per lavoro. 
Durante un servizio fotografico nel nord della Tailandia viene informata che Luca, un imprenditore di provincia di cui era stata l’amante, è in coma in seguito a un incidente d’auto. 

Daniela decide di tornare in Italia e, poco convinta della versione dell’incidente fornita dalla famiglia di lui, avvia un’indagine. 
La donna, fino a quel momento indipendente e sicura di sé, si ritrova a fare i conti con un lato nascosto di Luca e con la propria vita, suo malgrado sempre più legata a quella dell'ex amante.

 Tre estratti del romanzo.

I

Behind.
Olio e acrilico su lino 110x200


Daniela si rannicchiò sotto la coperta leggera. Cercò di ricordare dove si trovasse cinque giorni prima. Era difficile mettere a fuoco quel particolare dopo lo stordimento della notizia. Ricordava, era a Dubai per quell’appuntamento inconcludente. 

Non era capace di calcolare i fusi. Probabilmente, mentre l’auto di Luca si accartocciava contro quell’albero - un pioppo secolare aveva precisato Tiziano - lei stava cercando di convincere una sfinge anglosassone che il suo progetto fotografico era migliore di quello di tanti altri. Sapeva di non esserci riuscita, anche se la sfinge aveva promesso di richiamarla «very soon». 

Aveva trascorso il resto del giorno a prendere il sole in piscina, da sola. Il caldo era già soffocante in quel periodo. Provava sempre disagio quando era a Dubai. Si sentiva dentro una finzione, non c’era nulla di autentico, di vivo, se non nelle case basse lontane dai grattacieli, abitate dagli immigrati asiatici. 
Dubai era una New York costruita in pieno deserto, frutto di un delirio di grandezza, di un desiderio disperato di modernità in contrasto con l’arcaismo del sistema sociale che l’aveva generato, voluta da discendenti di nomadi e abitata da nuovi nomadi. 
Daniela voleva realizzare un servizio fotografico in cui le immagini avrebbero colto quel contrasto, ma era un esercizio difficile, sicuramente non benvenuto dai locali. 
Sapeva di non essere stata convincente. 


II

Natura morta.
Acrilico su tela 103x120


Alla fine della cena Daniela si era intristita, per effetto del vino, o perché il confronto con quell’uomo provinciale, affermato e sicuro di sé, aveva fatto eco a un’esistenza che aveva popolato i suoi sogni di adolescente. 

Durante la rare visite ai suoi genitori a volte incontrava le amiche d’infanzia che si erano sposate con imprenditori di provincia. Le vedeva in giro con i figli. Avevano visi distesi, levigati da creme costose e trattamenti estetici frequenti, erano vestite sempre all’ultima moda. 

A volte doveva soffocare un guizzo di invidia per la tranquillità di quelle esistenze tracciate, in cui non ci si deve inventare nulla. 
Lei aveva dovuto fare tutto da sola, ottenendo anche molte soddisfazioni personali, ma a quarant’anni viveva ancora come una studentessa, eternamente sospesa. 
All’uscita dal ristorante torinese si erano scambiati biglietti da visita e numeri privati, ma quando si erano salutati il cambiamento nei modi Luca, tiepidi e sbrigativi, le aveva dato la certezza che non si sarebbero più sentiti, tanto meno rivisti.

III


L'osservatorio.
Acrilico e matita bianca su tela di lino 110x9


All’interno del molo le barche pullulavano di attività, i pescatori stavano sistemando dopo l’attività notturna. 
Il molo continuava oltre il recinto delle barche.  Andarono a sedersi sul punto più estremo. 

“In tutti questi anni non ti è mai successo di desiderare un figlio?” 

Daniela non riusciva a capire se Luisa avesse avuto un’intuizione o se fosse una domanda scontata, dopo aver evocato Cristiano. 
“Non credo di averlo mai realmente desiderato. Ma non ho neanche evitato che succedesse”. 

Sperava segretamente che Luisa continuasse facendole la domanda successiva. Invece l’amica evitò di superare quella linea. 

L’esistenza di Daniela era stata tutta un rincorrere i contratti con le agenzie, senza pause, ottenendo soddisfazioni professionali crescenti, vincendo premi italiani e stranieri per il giornalismo turistico, consumando relazioni affettive precarie, di cui rimaneva poco o nulla. Gli amici si contavano sulle dita di una mano. Tranne quella con Andrea, tutte le altre amicizie risalivano alla giovinezza. Era già un miracolo che fossero rimaste in piedi. In quegli anni non c’era stato spazio per il senso di solitudine e non si era mai fatta molte domande. Ora erano arrivate tutte insieme. 



Alessia Sonaglioni


Vivo in Francia da più di venti anni e lavoro come giurista per un’istituzione europea. Nel 2012 ho frequentato un corso alla scuola Holden e nell’estate 2013 ho iniziato a scrivere Assenze.
Avevo scritto circa i due terzi della storia quando ho conosciuto Gessica grazie a un’amica comune. In un prima fase Gessica mi ha accompagnato nel perfezionamento della struttura narrativa e dei personaggi e successivamente nel miglioramento del testo e dello stile. Di Gessica ho apprezzato la professionalità, l’obiettività, i consigli e il costante incoraggiamento a portare a termine il mio lavoro malgrado i miei mille impegni lavorativi e familiari.

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