17 marzo 2017

Coincidenze e belle notizie

Fotografia di Alessandro Baccara

Ieri sera ho preso sonno pensando al manoscritto di un amico. Domani gli scrivo per domandargli se ha novità ho pensato. 
Verso l'una mi sono svegliata e ho trovato un suo messaggio. 
Mi pubblica Einaudi, mi diceva.
Un po' per la coincidenza, un po' per l'affetto verso questo scrittore che è stato anche maestro, un po' per la bellezza del suo scritto, oggi per me è una giornata bellissima. 
E penso al 2007, quando non avevo un quattrino, non sapevo dove girarmi, e lui mi regalava borsate di libri vecchi perché li vendessi alle bancarelle di via Po, a Torino. 
Oppure a cinque mesi fa. Ero in maternità, avevo appena partorito e nel telefono avevo la scheda italiana per parlare con la famiglia. Una sera verso le nove, in quel momento le nove era come le due di notte, I. aveva due, tre giorni, ricevo un messaggio: 
Stai scrivendo?
Scusa, ma non so più chi sei.
Sono D.
Sì, sto scrivendo, non in questo preciso momento, ma sì.
E poi eccetera.
Ci sono certi umani con cui si ha un contatto volante, senza l'intrigo della concretezza, e quando accadono certe cose la gioia è senza peso, come quando si guardano le nuvole.


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