24 marzo 2017

Appunti e zozzerie


Ieri sera ho letto una cosa a cui avevo pensato due ore prima. 
Ero al telefono con Monica Coppola che parlavamo del suo romanzo. 
A un certo punto il suo computer si è bloccato, erano le otto meno un quarto, le sue figlie reclamavano la cena e i miei il pigiama, ci siamo salutate intese che le avrei mandato i miei appunti sugli ultimi capitoli che non avevamo discusso. 
Poi ci ho pensato un secondo e ho detto meglio di no, te li mando domani.
Due ore dopo ero a letto e leggevo questo:

Il bello degli appunti personali è che uno ci scrive quello che gli pare, porcate incluse. Per quanto mi riguarda, le parolacce mi aiutano a pensare. Se nei miei appunti scrivo qualche bella frase piena di zozzerie è più facile che mi vengano delle buone idee.
A volte però mi scordo questi appunti dove non dovrei. Per esempio fra i documenti da allegare a un atto di appello, o a una costituzione di parte civile.

(Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, Palermo, Sellerio editore, 2009)


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