10 febbraio 2017

Michele Cocchi, sullo scrivere racconti


Scrivere un racconto è come far crescere un arbusto da frutto. Una cura breve, ma giornaliera, dove ogni passaggio è necessario affinché il frutto maturi, abbia la giusta dimensione e un gusto gradevole. Niente è lasciato al caso: a quale altitudine seminare, a che profondità lasciar cadere il seme, in quale tipo di terra, come indirizzare i polloni lungo un supporto verticale, quanta acqua dare ogni giorno, e come proteggere la pianta da agenti nocivi esterni, compresa la tentazione di cogliere il frutto troppo presto, o quella di lasciarlo troppo a lungo attaccato al ramo. Non c’è bisogno di uno sguardo fisso all’orizzonte, il tuo pezzetto di terra resta intrappolato nello spazio di un’occhiata, e quando riprendi la scrittura, l’arbusto è là che ti attende. 


(Michele Cocchi, intervista di Laura Del Lama, 2 febbraio 2016, ilcolophon.it)

L'intervista si può leggere qui


Michele Cocchi



Michele Cocchi (1979) è nato a Pistoia, dove vive e lavora come psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza.
I suoi racconti sono apparsi su riviste come Graphie, Il primo amore, Nazione Indiana. Nel 2010 ha pubblicato la raccolta Tutto sarebbe tornato a posto (Elliot Edizioni). Il suo primo romanzo è La cosa giusta (Effigi).

Nessun commento: