19 gennaio 2017

Da grande non voglio fare lo scrittore

Fotografia di Alessandro Baccara 
(le persone dell'immagine non siamo né io, né O.)

O. ha quattro anni e mezzo, ha capito che esiste il lavoro e ne parla sovente. 
- Guidare il tram è bello di lavoro?
Oppure, che cosa fa lui di lavoro? Indicando un ragazzo seduto su un gradino che beveva un'aranciata.
- E il cavaliere?
- I cavalieri c'erano nel medioevo.
Sta mattina mentre lo accompagnavo a scuola ha ripreso l'argomento chiedendo quali sono i lavori che piacciono a me. Cercavo di dire cose edificanti. Il dottore, l'architetto, il musicista, l'archeologo, il falegname... Ascoltava, faceva le sue riflessioni. 
Poi quando ho detto che un altra cosa che mi piace molto è lo scrittore, siccome anche a lui piace guardare i libri, ha voluto approfondire.
- Quante monete guadagna lo scrittore?
- Dipende, di solito poche. 
- E che macchina guida lo scrittore?
- Dipende, quelli che conosco io la panda, la polo, alcuni la bici.
- Ho capito. Comunque non penso che voglio fare lo scrittore, deve stare seduto tutto il giorno.

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