5 dicembre 2016

Non scritto, di Claudio Salvi

Claudio Salvi presenta dei lavori di scrittura e immagine, ma queste premesse possono essere disattese.


Fotografia di Alessandro Baccara

gli metteva il berretto. era arrivato nella stazione di b. 
gli aveva messo il cappotto. non vedeva bene le cose perché si era appena svegliato. lo avevano fatto alzare. la donna gli parlava. 
la donna lo aveva preso in braccio. gli aveva tirato sulla fronte i capelli.  

su un magazzino avevano scritto – il cielo è un casino. 

su una facciata era dipinta la faccia colossale di ligabue. 

il tempo bello. 

il treno andava all'indietro. il riflesso dei finestrini andava su un vagone merci DB. a reggio. 

avevo avuto difficoltà a dire da dove viene mio padre. un paese piccolo dicevo, se chiedevano di più non lo volevo dire, perciò dicevo – è un paese vicino a f. che era più famoso tra loro. qualcuno mi chiedeva il nome, allora dovevo dirlo. 

la ragazza batteva il piede. si toccava le punte dei capelli. 

nel giardino a un albero cadono le foglie. il terreno era coperto di foglie. 

riconosco le case di pianura, sono distratto, perché le ho viste molte volte. 

nebbia fitta. nel campo degli uccelli prendevano il volo. 

un cartello sommerso fino alla punta. la strada si perdeva nell'acqua. l'acqua grigia investe il ponte. 

ma che scrittura è mai questa?

in mezzo alla nebbia un casello sembrava un'isola. però non aveva le luci.

Autoritratto, Claudio Salvi

Claudio Salvi è un grafico. 
Con Gessica Franco Carlevero, che è stata sua insegnante di scrittura a Torino nel 2011, collabora alla costruzione del Cantiere di scrittura.
Suoi testi sono stati pubblicati in Nazione Indiana, Vibrisse, GAMM, in cataloghi e monografie di artisti.
Album (Arcipelago Itaca), è la sua prima opera in versi.

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