3 novembre 2016

Overlove, l'esordio di Alessandra Minervini


Oggi è una giornata di festa per il Cantiere.
Si festeggia l'uscita di Overlove, il romanzo di esordio di Alessandra Minervini edito da LiberAria.

Abbiamo cominciato a lavorare insieme a questa storia nel 2013, all'epoca iniziava così.

Tra il 1990 e il 1993 Anna Dellera faceva parte della vostra vita. Sin da bambina l'esserci
era uno stato ibrido di presenza assente o di assenza presente: Anna era in veste cartonata al supermercato; era in poltrona dentro un approfondimento televisivo sui bambini prodigio; era dentro le pagine delle riviste per adolescenti (in copertina) con la didascalia che ricordava quanto fosse piccola, Anna, pur essendo così famosa. Così nota. Così amata. Così brava. La didascalia è tutto.

Oggi l'incipit è completamente diverso, e con il tempo anche Anna e la sua storia sono cambiate, ma la mancanza continua a essere al centro di tutto.
Io consiglio di precipitarsi a leggere questo romanzo. 
E siccome ormai l'anno sta finendo, mi sbilancio dicendo che secondo me quello di Alessandra Minervini è sicuramente uno degli esordi più interessanti del 2016.

Champagne. 

Di Overlove, Alessandra Minervini e il nostro lavoro insieme si può leggere qui.



E questa è la sinossi del romanzo.

Cosa siamo disposti a fare per amore? Tutto, anche lasciarci.
Anna sta con Carmine da tre anni. Carmine è sposato e ha una figlia. Anna no. Si prendono e si lasciano diverse volte in un tira e molla di passione e senso di colpa.
Carmine è un sofisticato cantautore indipendente che tenta la carriera nazional popolare per sbarcare il lunario. Passa le giornate rinchiuso nel suo studio di registrazione, alternando la fase creativa all’ossessione del controllo del peso. Rancoroso e frustrato, non ha il coraggio di cambiare vita. Fino a quando il cambiamento non glielo serve Anna su un piatto d’argento. Un pegno d’amore.
In una Puglia dai colori vivi e velata di un’ironica malinconia, Anna lascia Carmine. Fino al momento prima, niente sembra essere cambiato. Ben presto la mancanza diventa un sentimento ambiguo: non è dolore per qualcosa che non c’è più ma per qualcosa che è avanzato e non è abbastanza.
Intorno ai due protagonisti gravita la sgangherata umanità contemporanea: anaffettivi cronici, artisti egocentrici, goffi ipocondriaci, i nuovi ricchi dell’Est europeo e gli ex benestanti italiani minacciati dalla povertà borghese.

Nessun commento: