21 novembre 2016

Nella Casa della Scrittura in Provenza in autunno non si scrive


Questo sabato nello zaino c'era il computer e un manoscritto parecchio lungo su cui lavorare. 
Mentre guidavo pensavo che subito dopo pranzo avrei cominciato la lettura, alle sei avrei accompagnato O. alle marionette e dopo cena continuato il racconto lasciato in sospeso settimane fa.
Poi a mezzogiorno sono arrivata alla Casa della Scrittura e ho trovato il prato pieno di foglie. 
Ho mangiato svelta e sono uscita, giusto una mezzoretta, mi sono detta.
Solo che mentre rastrellavo non riuscivo a fermare, foglie dappertutto, mi era presa la mania. Ho cominciato all'una, alle cinque stavo ancora rastrellando. 
Intanto pensavo al manoscritto, alla consegna, ma più ci pensavo, più rastrellavo, con ogni forza. Faceva del bene all'erba tutto quel grattare.
Il giorno dopo mi sono svegliata e il prato era di nuovo pieno di foglie. Ho preso il caffè e sono uscita. Guanti, rastrello, su e giù sotto gli albicocchi, con gran soddisfazione, dall'ulivo e gli oleandri invece era più difficile visto che le foglie sono piccole e non venivano via bene, allora giù di forza. 
Ho finito alle due, poi tolto la cenere dal camino, ramazzato il pavimento e via.
Alle quattro siamo tornati a Marsiglia, lo zaino con manoscritto e computer nemmeno aperto, il prato di nuovo pieno di foglie e la schiena un grissino.

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