28 novembre 2016

Consiglio di lettura, Il limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni


Per quanto riguarda i libri sulla scrittura, Il limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni è un po' l'Abbagnano di filosofia o l'Argan di storia dell'arte, secondo me. Con la differenza che se l'Abbagnano e l'Argan sono manuali istituzionali dritti dritti, Il limbo delle fantasticazioni prende in considerazione le pieghe e le storture che sono alla base di un certo tipo di letteratura.

Un tempo c'era la norma, i modelli, la regolamentazione retorica, che indicava l'ideale di santità; e poi c'era la letteratura concreta che se la cavava per approssimazione, anche se io dico che la letteratura è sempre stata costituzionalmente malata; una cosa era l'ideale, un'altra lo scrivere. Nel Novecento ci si è liberati dell'ideale, con tutto il suo apparato didattico (che però sopravvive, ed è un bene, nelle classi scolastiche) ed è rimasta solo la malattia, il difetto, che però è la condizione umana, e in ogni caso la condizione umana linguistica, dove ognuno è un caso a se stante, e non c'è cura.

(Ermanno Cavazzoni, Il limbo delle fantasticazioni, Macerata, Quodlibet Compagnia Extra, 2009)

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