12 novembre 2016

Boris Pasternak, autobiografia

Boris Pasternak

A proposito di quel periodo sono state dette due frasi celebri. Che la vita cominciava a diventare migliore, che la vita cominciava a diventare più lieta; e che Majakovskij era stato e restava il migliore e più geniale poeta dell'epoca. Per la seconda frase, inviai una lettera personale all'autore di queste parole, con le quali si metteva fine a quella esagerazione della mia importanza cui ero stato assoggettato  verso la metà degli ani trenta, al tempo del Congresso degli scrittori. Amo la mia vita e ne sono soddisfatto. Non ho bisogno di indorature. Una vita senza mistero, senza intimità, una vita messa in mostra tra il luccichio degli specchi, è per me inconcepibile. 
Majakovskij cominciarono a introdurlo per forza, come le patate al tempo di Caterina. Questa fu la sua seconda morte. Di questa non ha colpa. 

(Boris Pasternak, Autobiografia e nuovi versi, Milano, Feltrinelli, 1958)

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