21 ottobre 2016

Formebrevi Edizioni e come presentare un manoscritto



Formebrevi Edizioni è una nuovissima casa editrice siciliana che mi ha incuriosito.
Oggi il Cantiere di Scrittura ospita Giovanni Duminuco, editor di Formebrevi, per presentare il loro progetto e dare qualche consiglio agli autori che vogliono proporre un manoscritto.

1 Come è nato il progetto Formebrevi Edizioni?

Formebrevi Edizioni è nata leggendo, dall’esigenza di realizzare un prodotto culturale svincolato dalle logiche del profitto, un ponte di collegamento tra autore, lettore e società. È un progetto che abbiamo tenuto in cantiere per diversi anni, maturato e sviluppatosi nelle numerose occasioni letterarie che hanno interessato la nostra formazione. Abbiamo così deciso di scendere in campo, dando vita ad un progetto editoriale incentrato su alcuni principi chiave: condivisione, qualità, auto-sostenibilità, innovazione.

2 Che cosa caratterizza la vostra casa editrice?

Formebrevi si colloca insieme a tutte le case editrici senza fini di lucro che resistono allo strapotere dei grandi gruppi; portiamo avanti l’idea di un progetto editoriale basato sulla condivisione e sulla reciproca collaborazione. Formebrevi è caratterizzata da un’anima no-profit e predilige un certo tipo di scritture: ci piace definirle scritture non convenzionali, anomale. Come abbiamo scritto nel piccolo manifesto pubblicato sul nostro sito web, crediamo nella cultura libera da vincoli, nella libera circolazione delle idee, nelle contaminazioni e nel dialogo, nell’apertura all’alterità. La diversità è per noi strumento di crescita e di confronto, di reciproco arricchimento. 

Nonostante la crisi che attraversa il sistema dell’editoria, ed in particolar modo la piccola e micro editoria, consapevoli degli enormi sforzi necessari per mandare avanti progetto editoriale che si rivolge ad una cerchia ristretta di lettori, riusciamo a sopravvivere con dedizione e dignità. 

Formebrevi non richiede alcun contributo economico per la pubblicazione, né l’obbligo di acquisto di un numero minimo di copie del libro, sotterfugi cui spesso ricorrono alcuni editori per coprire i costi di stampa. Formebrevi è un progetto che si auto-sostiene: l’intero ricavato dalla vendita di un libro – togliendo le spese dei diritti che spetteranno all’autore, come da contratto di edizione – verrà impiegato per coprire le spese di realizzazione e stampa del libro successivo, e così via. In questo modo si viene ad instaurare un rapporto di condivisione e compartecipazione attiva tra i libri che compongono il nostro catalogo. È come se ognuno di essi fosse legato all’altro da un vincolo di reciproca causa e responsabilità. 

3 Da chi è composta la squadra e come sono divisi i ruoli?

L’attività editoriale viene coordinata da un comitato di redazione e affiancato da un gruppo di lettori che si riunisce periodicamente per valutare i manoscritti che pervengono in redazione. Ognuno di noi partecipa attivamente, in base alla proprie competenze, alla realizzazione del prodotto letterario finale: comunicazione, grafica, web, etc. Non abbiamo un vero e proprio ufficio: nel rispetto per la qualità e l’attenzione dedicata alle piccole cose, Formebrevi è una produzione fatta in casa. 

4 Il nome, Formebrevi, fa pensare a raccolte di racconti. Ma i primi titoli pubblicati non sono esattamente questo. Che cosa intendete con forme brevi?

Abbiamo discusso a lungo sul nome da dare al nostro progetto. La scelta di Formebrevi non è stata casuale. Alla base del nome vi era la necessità di mettere in risalto l’idea di brevità, intesa sia nella sua accezione di breve forma esteriore, sia nel rapporto di essenza che lega la parola al dire, rapporto che trascende le limitazioni imposte dalla nominazione.

5 Pensate di pubblicare solo testi italiani o avete in mente di aprirvi anche alla letteratura straniera?

Al momento pubblichiamo testi in lingua italiana, non precludendo tuttavia la possibilità di aprirci alla letteratura straniera. Il nostro progetto nasce e si sviluppa nel territorio (anche) quale forma di resistenza culturale. Siamo nati da pochi mesi, abbiamo ancora tanta strada da percorrere. 

6 Quali sono i testi che vi interessano? Quali caratteristiche deve avere un manoscritto per essere pubblicato da Formebrevi Edizioni?

Formebrevi pubblica testi di poesia, prosa e saggistica. Abbiamo avviato la nostra attività editoriale con la pubblicazione di un bellissimo romanzo di Lia Maselli, Le case dei venti contrari. Di recente, abbiamo pubblicato un breve saggio di Flavio Ermini, Della fine, lavoro dal grande impatto filosofico e sociale. 

Tutti i nostri libri incarnano, seppur attraverso forme differenti, uno spirito di ricerca sulla parola e nella parola, attraverso un viaggio che conduce alla ricerca di quel senso che lega il dire e l’altrove, nell’errare del pensiero. 

7 Quanti libri contate di far uscire nel 2017? E quanti manoscritti ricevete indicativamente in un mese?

Scegliamo i libri con molta cura, dopo un’attenta e rigorosa selezione. Per l’anno in corso abbiamo programmato la pubblicazione di quattro titoli. Contiamo di pubblicarne lo stesso numero per l’anno a venire. Un libro è un oggetto che va curato, tenuto a riposo e poi ripreso in mano per essere riletto, rivisto, vissuto. Sono tempi che preferiamo mantenere lunghi. Poche uscite, ma di qualità. 
In un mese, in media riceviamo dieci proposte di pubblicazione. 

8 Attraverso quali canali scegliete prevalentemente le nuove pubblicazioni? 

I canali attraverso cui valutiamo le nuove pubblicazioni sono molteplici: agenzie letterarie, Premio Letterario, social network; privilegiamo tuttavia l’invio spontaneo dei manoscritti al nostro indirizzo e-mail info@formebrevi.it. I file dovranno essere inviati unicamente a mezzo posta elettronica, in formato testo e/o pdf. Tutto ciò, oltre a ridurre il consumo di carta, ci consente di leggere i manoscritti su dispositivi dedicati come gli e-reader. 

9 Qual è un buon modo per presentare un manoscritto a un editore, secondo voi? (Bisogna scrivere una sinossi, una biografia… nel modo più neutro possibile o con un tono personale?)

Prima di inviare un manoscritto ad una casa editrice è buona norma visionare il suo catalogo, attraverso il quale è possibile farsi un'idea sulla linea editoriale adottata: quali testi pubblica? Accetta l’invio di manoscritti inediti? Chiede un contributo economico per la pubblicazione del libro? Quali autori ha già pubblicato? etc. Solo dopo questa prima valutazione, si può procedere all’invio dell’opera. Consigliamo di inviare, unitamente all’opera, una breve nota biografica e, nel caso di un’opera in prosa, anche una breve sinossi. A nostro avviso, bisogna mantenere un tono più neutro possibile. 

10 Quali caratteristiche deve avere un manoscritto per essere “ben impaginato”?

È una scelta individuale, tuttavia bisogna attenersi ad alcuni criteri che riguardano la fruizione del testo. Un libro ben impaginato deve essere prima di tutto leggibile, quindi editato con font non troppo complesse e formattato tenendo conto della giusta proporzione tra le righe e la dimensione delle font. A titolo esemplificativo, è possibile utilizzare una cartella editoriale standard: 30 righe per 60 battute per pagina. Non è necessario inviare ipotesi di copertine e/o immagini esplicative. 

11 Come lavorate sui testi che decidete di pubblicare? C’è un editing puntuale o lasciate i testi prevalentemente nella loro forma originaria? E per quanto riguarda la grafica e la copertina?

Il processo di selezione è molto articolato. Una fase iniziale prevede un incontro preliminare con il gruppo di lettura, durante il quale viene effettuata una prima valutazione dei manoscritti; tra questi, alcuni verranno scartati, altri passeranno alla fase successiva. Tra la prima e la seconda fase intercorrono circa due settimane. Nella seconda fase verranno individuati i manoscritti da pubblicare, anche dopo eventuale lavoro di editing da concordare con l’autore, nel pieno rispetto della voce dell’opera. Nella valutazione delle nuove proposte, siamo molto selettivi. 

La grafica e la copertina del libro vengono curate da professionalità presenti nel nostro gruppo, in grado di contribuire alla realizzazione di prodotti editoriali di qualità. Utilizziamo un layout grafico molto essenziale, in linea con la poetica di Formebrevi. Il comune denominatore per la realizzazione del progetto grafico dei nostri libri è l’utilizzo di software open-source. Siamo molto vicini alla questione del software libero e cerchiamo di privilegiarne e diffonderne l’utilizzo. 

12 Infine, quanto tempo passa dalla firma del contratto di pubblicazione all'uscita del libro?

In media, dalla firma del contratto di edizione (cui preventivamente viene inviata una bozza all’autore, che ne approva in prima istanza l’invio cartaceo in due copie), i libri andranno in stampa dopo circa sei mesi. Come tutti i piccoli editori, non possiamo permetterci una distribuzione indiretta ricorrendo a un distributore, poiché inciderebbe di molto sui costi di gestione. Alcuni distributori chiedono l’invio dei libri con uno sconto che arriva fino al 55% sul prezzo di copertina; da questo importo bisogna detrarre le spese necessarie alla produzione del libro (acquisto dei codici ISBN, realizzazione grafica, stampa, etc.) Tutto ciò, per una piccola realtà come la nostra, non è sostenibile. Privilegiamo il rapporto diretto con le piccole librerie indipendenti, che come noi continuano a resistere; il rapporto con il librario ci riporta ad una dimensione più umana del fare letteratura. Un libro non può e non deve essere considerato una merce.

Giovanni Duminuco

Giovanni Duminuco (1980) vive e lavora in Sicilia. È attivo nel campo della ricerca filosofica e letteraria, con diversi studi pubblicati in riviste specializzate. Vincitore della XXVII edizione del Premio Montano, ha pubblicato nel 2013 la raccolta poetica Dinamiche del disaccordo (Anterem Edizioni) e La ferita distorta dell’agire (Formebrevi Edizioni).

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