7 settembre 2016

Sul rubare le storie, Marco Missiroli

Marco Missiroli

Prima di diventare scrittore, facevo l’edicolante. Infatti, poiché a scuola ero birichino, i miei genitori un’estate mi hanno detto “basta confusione!” e mi hanno mandato a lavorare in edicola. Ci andavo presto, alle 5 della mattina. Io mi addormentavo in bicicletta e facevo un sacco di incidenti, andavo contro gli alberi. Io all’edicola facevo un sacco di pasticci, facevo cadere i giornali, però incontravo molte persone, e ascoltavo le loro storie. Una signora molto ricca un giorno mi ha detto: io devo andare in montagna ma ho bisogno che qualcuno mi bagni tutte le piante, puoi annaffiarle tu ogni mattina? Ti do le chiavi. Per una estate intera sono andato in questo palazzo, annaffiavo le piante in 5 minuti, poi facevo tante altre cose. Ho mangiato tutti gli Oro Ciock che ho trovato in casa della signora, visto che nella mia famiglia le merendine non si potevano mangiare. Poi mi stendevo sul suo letto, che era molto più morbido del mio. E poi giocavo alla playstation di suo nipote. Ero diventato grasso, ma avevo capito una cosa. Avevo appena rubato la storia di una signora e di un palazzo. Dovete sempre rubare un po’ di storie in giro, nessuno vi metterà in prigione.

Marco Missiroli, Lo scrittore si racconta, La Grande Fabbrica delle Parole)

Il testo integrale si può leggere qui.

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