21 settembre 2016

Sul lavoro di un traduttore alle prime armi. Ada Vigliani


Bisogna essere molto determinati sia nel lavoro sul campo sia nei rapporti con il mondo dell’editoria. Non lasciarsi mortificare solo perché si è alle prime armi. Senza falsa modestia, ma anche senza arroganza e nella consapevolezza delle proprie doti e dei propri limiti, bisogna farsi valere e far valere il proprio impegno. Non accettare condizioni disonorevoli, compensi da fame, nella speranza di «farsi un nome» per cui prima o poi le cose cambieranno. Con la traduzione non ci si fa un nome e le cose non cambieranno, quindi bisogna lottare a denti stretti e se non va, cambiare mestiere .

(Ada Vigliani, Conversazione con Ada Vigliani, SUR, 16 settembre 2016)
Ada Vigliani

Ada Vigliani è traduttrice di autori tedeschi classici e contemporanei tra i quali J.W. Goethe, Arthur Schopenhauer, Robert Musil, Alfred Polgar, Elias Canetti, Hermann Broch, Ernst Jünger, Robert Walser, Fred Wander, Jan Assmann, Hermann Hesse, Stefan Zweig, Jenny Erpenbeck, Katja Petrowskaja, Peter Weber e l’opera completa di W.G. Sebald.

L'intervista integrale si può leggere qui

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