24 settembre 2016

Quando strappare l'erba è meglio di scrivere

L'erbaccia della Casa della Scrittura in Provenza

Da quando ho sei anni mi tocco i capelli in una certa maniera che poi alla fine si strappano e cadono. Lo faccio in momenti differenti, a seconda della stanchezza, l'imbarazzo, la situazione, sicuramente lo faccio sempre quando scrivo. 
Di questa cosa ne ho parlato anche in un racconto uscito su L'immaginazione, Ottantasette
A ogni modo, a un certo punto mi è sembrato il momento di smettere e non sapendo da che parte cominciare ho cominciato a incontrare una persona per vedere se si poteva risolvere questa cosa della tricotillomania.
Dopo otto, nove mesi di ricerca forse è venuta fuori la maniera. Non si può dire funzioni, è troppo presto, per ora sono ventiquattro ore. Ma è anche moltissimo, nel senso che mai era capitato prima, ventiquattro ore senza mettermi le mani in testa.

Poi adesso era il momento di mettersi a scrivere. Ho continuato a trattenermi, le mani in basso, tutte e due sul computer. Sono stata lì un quarto d'ora a guardare lo schermo senza toccare i capelli.
Niente, scrivere impossibile. 
Scrivere e staccare i capelli o non staccare i capelli e non scrivere.
Per il momento ho chiuso il computer e sono andata a staccare l'erba del giardino.
Domani si vede.

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