2 settembre 2016

Non scritto, di Claudio Salvi

Claudio Salvi presenta dei lavori di scrittura e immagine, ma queste premesse possono essere disattese.


Fotografia di Claudio Salvi

senso di non avere capacità di scrivere – senso inutile. che non si può usare se non nella condizione del viaggio. 

constatare che viaggio – ecco cosa si può fare.

– seduto in stanza, guardando il cortile, la finestra di fronte in mezzo a un muro. 

i pavimenti smaltati, le mura ecc. vecchio fico in un angolo, in attesa in ombra, guardando tutto questo.   

ho pranzato cacciando le api con la mano. 

dei ragazzi alzano il condizionatore, spostano una scala, accumulano materiale in cortile dove siamo. 

a j. che chiedeva perché non volessi il dolce – are you full – and fat, dico. e ha riso.  

fotografie – foto di un negro seduto. fotografie nelle vie e persa una donna in un portico, a una colonna.

esaurito il bisogno di scrivere – che mi aveva portato a casa – 

in qualche modo la scrittura è senza uso – sic – perché nessuno qui sa leggere. 

scrivo quindi a me stesso e perché non mi accontento, per altri, e così tutto si snatura in pratica. 

ho sete – a. si è accucciato e ha aperto un vaso e ha immerso la tazza nell'acqua. ha bevuto, è di tutti, pensavo. 

i oued sono secchi. i villaggi sorgono vicini ai oued. scavano canyon bassi questi fiumi. i ponti ci passano sopra. 

n. porta albicocche. apre il sacchetto, è pieno di formiche. vado di là a prendere dei fichi. 

che cosa cambia essere qui o altrove – in ciò che accade almeno? è possibile che io non sia in grado di registrare le differenze e ciò che è molto forte.
  • è strutturato in qualche modo e non registra più.

meglio, registrare è secondario. 

allora cosa importa?

è bastato il tetto di paglia intrecciata. così il soggiorno in terrazza è stato bello. hanno fatto delle foto. 

n. si arrampicava sui tetti per fare le fotografie. l'ho guardato dal basso, aveva la luna sopra la testa. 

vuoi darmi la tua macchina così te ne faccio una – ho detto che non mi interessava ecc.

è sera, j. è salita a parlare. poi siamo andati di sotto e abbiamo bevuto te e fumato shisha ecc. 

non importante. eppure godo di essere qui. e non so spiegare perché queste cose mi trattengono –

ora in cima alle scale c'è la luce debole di una stanza aperta.  


c'è un giardino dietro il muro in una piazza del souq. una palma e delle piante che non conosco. lì vendono i fichi. 


Claudio Salvi, autoritratto


Claudio Salvi è un grafico. 
Con Gessica Franco Carlevero, che è stata sua insegnante di scrittura a Torino nel 2011, collabora alla costruzione del Cantiere di scrittura.

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