28 settembre 2016

5 consigli per scrivere libri per bambini. A cura di Michele D'Ignazio

Michele D'Ignazio

Quando si scrive una storia per i bambini viene da pensare al passato, ai bambini che siamo stati, e al futuro, ai bambini di oggi, misteriosi individui che sembrano vivere su un pianeta diverso, e che si trasformeranno in qualcos'altro, di ancora più futuro. 
Coniugare le due cose non mi sembra semplice, così ho domandato allo scrittore Michele D'Ignazio di suggerire cinque consigli per scrivere libri per bambini.




Cinque consigli per scrivere libri per bambini 
(ma non solo)

di Michele D’Ignazio

1. L’essenzialità. Nell’agire, nel parlare, nello scrivere, bisogna essere essenziali. La realtà va setacciata, eliminando tutto ciò che è superfluo e scontato. È un esercizio di osservazione, in primo luogo, e poi di scrittura. Bisogna raccontare e descrivere il giusto, stabilendo un equilibrio quasi magico tra le parole: un obiettivo per niente facile da raggiungere. Essere troppo dettagliati depotenzia l’immaginazione dei bambini, rende la loro lettura meno partecipata e divertente. In altre parole, rischiano di annoiarsi. 

Attenzione: non confondere la semplicità e l’essenzialità con la superficialità.

2. Il coraggio e la sincerità. Con i bambini non ci devono essere tabù. La censura è qualcosa di “adulto”. Bisogna descrivere il mondo così com’è, nella sua complessità e nel suo costante ingarbugliamento, conquistando una semplicità di pensiero e uno sguardo vivace ma non giudicante. 

3. Il divertimento. Bisogna aver imparato l’arte di divertirsi (un’arte per niente scontata, di cui i bambini sono ottimi maestri): divertirsi nella vita quotidiana, nello scrivere, nel leggere, nel raccontare, nel rispondere e nel porre domande. Divertirsi significa anche avere senso dell’ironia e non disperarsi di fronte alle difficoltà, ma affrontarle con un sorriso. Come scrive Roald Dahl nella postilla al suo racconto “Danny, il campione del mondo”: Un papà barboso è barboso e basta. Quel che ogni ragazzo vuole e gli spetta è un papà che fa scintille.

4. Non categorizzare. “Grandi” e “piccoli”: una separazione ingiusta. Separare gli adulti dai bambini è come separare il passato dal futuro, è ottuso. Un buon libro per bambini si rivolge anche (e soprattutto) agli adulti, quelli che li circondano, ma anche agli adulti che, in un giorno non troppo lontano, diventeranno. Un buon libro non ha genere. Tra i classici ci sono tanti libri considerati, erroneamente, per bambini o per ragazzi. Un buon libro non ha “tema”, in un romanzo che si rispetti c’è un po’ di tutto.

5. L’immaginazione. È un’arte. È un valore sociale. È disobbedienza civile. Ogni società assegna ad un oggetto, ad un luogo, a una persona un ruolo ben preciso. Andare oltre questo ruolo, vedere oltre, assegnare un nuovo senso, un nuovo significato, vuol dire avere immaginazione.

Michele D'Ignazio

Michele D'Ignazio è nato a Cosenza nel 1984. 
Nel 2012 ha esordito con Storia di una Matita, romanzo pubblicato da Rizzoli e arrivato alla nona ristampa. Da questo libro è nato il “Tour della Matita”, una serie di attività e laboratori di lettura ad alta voce con i bambini. 
Nel 2014 ha pubblicato la continuazione del precedente romanzo Storia di una matita. A scuola, e nel 2016 PACUNAIMBA – L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele, sempre per l'editore Rizzoli.

Da Storia di una matita è nato uno spettacolo di narrazione e burattini che, insieme alla Compagnia Aiello, porta in scena nelle scuole e nei teatri.

È consigliere dell’Associazione italiana scrittori per ragazzi – ICWA (Italian Children’s Writers Association).

Collabora all’organizzazione del Festival B-Book, un mondo di arte e letteratura per bambini che si tiene in primavera alla Città dei Ragazzi di Cosenza.

Inoltre è coautore del Dizionario per un lavoro da matti (Ancora del Mediterraneo, 2010), autore di documentari (La nostra terra. Praticamente, Soli e insieme, Futuro Arcaico).
E d’estate gestisce una piccola locanda, “Il Vicolo, Vineria”, nel centro storico di San Nicola Arcella, sull’alto Tirreno calabrese.

Il lavoro di Michele D'Ignazio si può seguire sul suo sito micheledignazio.org



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