4 agosto 2016

Strappare e ricominciare. Velibor Čolić, Manuel d'exil

                                                                      Velibor Čolić

Dopo qualche notte insonne ho già un centinaio di pagine. Non c'è niente da correggere, niente o quasi da ribattere, ogni frase è come incisa nella pietra. 
Il quinto giorno mi fermo e leggo le mie pagine. 
Il ritorno alla realtà è duro. Il mio romanzo è triste, senza capo né coda. Assomiglia a una lunga litania, a un dolore indomabile e forte che rifiuta di diventare letteratura. Strappo il mio manoscritto, pagina dopo pagina, metodicamente. Allora ricomincio e sfoglio di nuovo il mio diario di guerra.

(Velibor Čolić, Manuel d'exil, Paris, Gallimard, 2016)

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