3 agosto 2016

Alberto Gaffi, sulla questione dell'invio di un manoscritto alla italosvevo editore

Piccola biblioteca di letteratura inutile


Appena ho saputo che la prima collana della rinata casa editrice triestina Italosvevo si sarebbe chiamata Piccola biblioteca di letteratura inutile, sono diventata la loro prima sostenitrice. 
Quando ho letto il Piccolo dizionario delle malattie letterarie di Marco Rossari il mio entusiasmo è stato confermato. 

Poi qualche giorno fa ho trovato un'intervista di Giancarla Paladini ad Alberto Gaffi, l'editore romano che ha rilevato la Italosvevo. A un certo punto, alla domanda se la Italosvevo cerchi nuovi autori, e come debbano fare per proporsi, Gaffi dà una risposta che trovo bellissima e auguro capiti a tutte le persone che scrivono. 

L’Autore deve farsi cercare, non deve proporsi: una bella donna non va a cercarsi il fidanzato ma fa in modo di farsi notare e desiderare, e questo la rende ancora più bella. L’Autore che cerca il suo accompagnatore, amante e marito (cioè l’Editore) diventa debole, non degno del suo ruolo che, secondo me, è appunto quello di farsi desiderare: come una bella donna, come il frutto proibito alla portata di pochi. L’alternativa non è pubblicare le proprie opere a pagamento: sarebbe un “innamoramento” meno prezioso. Invece è bello quando diventare l’Editore di questo o quell’Autore viene considerato un premio.

Nessun commento: