23 luglio 2016

La giornata di Don DeLillo


Don DeLillo

Non rimango seduto quando scrivo, mi alzo, faccio cento passi, vado a guardare dalla finestra, contemplo delle foto di Thelonious Monk, Charles Mingus e Charlie Parker comprate per una manciata di dollari al Greenwich Village. Le guardo ma non ascolto i loro dischi. Scrivo in silenzio, la mattina, molto presto, fino a mezzogiorno, dopo vado a correre. Poi più tardi, nel tardo pomeriggio, fino a sera. 
Non mi rileggo mai a voce alta, ma mentalmente, alla ricerca di un certo ritmo, una certa musica. Credo profondamente che sia il linguaggio a modellare il senso. Cerco quella parola che accidentalmente prende la frase di sorpresa.

(Don DeLillo, intervista di Philippe Azoury, l'OBS, 1 giugno 2014)

Il testo integrale si può leggere qui

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