10 luglio 2016

Jack Kerouac, Gli scritti teorici sulla Prosa Spontanea. Di Dianella Bardelli

                                             Jack Kerouac

Per sei fine settimana il Cantiere ospita una serie di interventi sulla teoria e pratica dell'improvvisazione di poesia e prosa spontanea a cura di Dianella Bardelli. 

n.5
Jack Kerouac, Gli scritti teorici sulla Prosa Spontanea. 
Da Un mondo battuto dal vento a Scrivere Bop

di Dianella Bardelli

Kerouac rese sistematica la sua scoperta della prosa spontanea in Un mondo battuto dal vento e Scrivere bop

In Un mondo battuto dal vento si trasforma da narratore tradizionale de La città e la metropoli (debitore di Tom Wolfe e William Saroyan) nello scrittore che, come disse Henry Miller, 
“Ha violentato a tal punto la nostra immacolata prosa, che essa non potrà più rifarsi una verginità”. (Postfazione scritta nel 1960 a I Sotterranei di Kerouac ).
Martedì 9 novembre del 1948 Kerouac scrive:
“Scritto 6000 parole di Sulla strada, ma in modo grossolano, rapido, sperimentale: voglio vedere fino a che punto può arrivare un uomo. Lo scoprirò presto” (pag. 228). 
E qualche giorno dopo: 
“Altre 1000 parole più misteriose che si allontanano da me in una trance di scrittura mentre batto a macchina. Ho sempre avuto paura di provare una cosa simile, questa potrebbe essere la volta buona”.

E’ tra 1949 e il 1950 che Kerouac riflette più a mente fredda sul suo nuovo modo di scrivere.
In un appunto del novembre di quell’anno scrive a stampatello: “NON SONO LE PAROLE CHE CONTANO, MA L’IMPETO DI VERITA’ CHE SE NE SERVE PER I SUOI SCOPI” (pag. 322). 
E nel febbraio del ’50 entra più nello specifico della stesura di Sulla strada
“Sulla strada è il mezzo attraverso cui, quale poeta lirico, profeta laico e artista responsabile della mia personalità voglio evocare la melodia indescrivibilmente triste della notte americana. I motivi che mi spingono a farlo non sono mai più profondi della musica stessa” (pag. 332).

Scrivere Bop invece è un insieme di brevi saggi scritti tra il 1957 e il 1969, molti dei quali incentrati sull’improvvisazione letteraria. I due più importanti sono Dottrina e Tecnica della prosa spontanea e Fondamenti della prosa spontanea. 

Il primo testo consiste nel celebre elenco di quelli che Jack Kerouac definisce “Punti essenziali”. L’originalità dell’espressione e la sua densità di contenuto sono impressionanti. 
Alcuni esempi: 
“Sottomesso a qualsiasi cosa, aperto in ascolto”.
“Scrivi per te stesso nel ricordo e nello stupore”. 
E soprattutto: 
“Lavora nel succoso occhio centrale verso l’esterno, nuotando nel mare del linguaggio”. 
Più strutturato in modo analitico è Fondamenti della prosa spontanea
In esso Kerouac scrive: 
“Mai ripensarci per migliorare o mettere ordine nelle impressioni, perché la scrittura migliore è sempre quella più personale e dolorosa, strappata, estorta alla calda culla protettiva della mente – attingi a te stesso il canto di te stesso, soffia! – Ora! – il tuo metodo è l’unico metodo – buono – o cattivo – sempre onesto (comico), spontaneo, interessante per la sua qualità di confessione, perché non di mestiere. 
Il mestiere è mestiere… Segui approssimativamente un abbozzo, in un movimento a ventaglio sul soggetto, come su una roccia di fiume, così la mente che scorre sul gioiello centrale (facci scorrere la mente una volta sola) dovrà arrivare al fulcro” (pag. 15). 

Sulla strada rappresentò la prima prova che il metodo della prosa spontanea poteva funzionare. 
Nei romanzi successivi Kerouac si spinse oltre (soprattutto in Visione di Cody e ne I sotterranei), mostrando una straordinaria capacità di introspezione, sincerità e generosità. 
Non importa come uno scrittore ci riesca, quali strade debba battere, quale buio e confusione mentale debba attraversare. Deve andare oltre se stesso, per trovare l’“altrove” cui tutti noi in fondo tendiamo e cerchiamo. Pochi hanno il coraggio di avventurarsi nel mare tempestoso del proprio spirito. 
Ginsberg ebbe questo coraggio, seguì gli insegnamenti di Kerouac e li applicò alla poesia. Testimoniò per tutta la vita il suo debito verso di lui, a tal punto da fondare in suo onore nel 1974, insieme Anne Waldman, la famosa scuola di scrittura creativa Al Naropa Insitute di Boulder: la Jack Kerouac School of Disembodied Poetics ancora in piena attività. 


Dianella Bardelli

Dianella Bardelli è nata a Livorno nel 1947 e risiede a Selva Malvezzi ( Bologna ). 
Per molti anni ha insegnato Lettere presso l’Istituto Tecnico Industriale Aldini Valeriani di Bologna. 
Ha pubblicato la raccolta di poesie Vado a caccia di sguardi per l’editore Raffaelli di Rimini (2008), Il romanzo Vicini ma da lontano, edito da Giraldi (2009), il romanzo I pesci altruisti rinascono bambini sempre per l'editore Giraldi (2010) e il romanzo Il Bardo psichedelico di Neal presso le edizioni Vololibero, ispirato alla vita e alla morte di Neal Cassady, l'eroe beat. 
Nel 2014 ha pubblicato il romanzo Verso Kathmandu alla ricerca della felicità per l'editore Ouverture. 
Accanto alla sua attività di scrittrice, guida corsi di Scrittura Creativa secondo il Metodo della poesia e prosa spontanea. Fa volontariato presso l'Hospice di Castel San Pietro Terme (Bologna). 


Cura il blog La scrittura su cui sono apparsi estratti dei testi che compongono questi interventi.

Gli interventi precedenti.

N. 4 Kerouak, Ginsberg e il linguaggio dello spirito umano

Nessun commento: