7 giugno 2016

Sul passato prossimo


Il passato prossimo ha virtù di narrare azioni che, seppure accadute nel passato, si prolungano fino a toccare il presente, azioni che si protraggono e sembrano finire di verificarsi nel momento in cui le raccontiamo. Quel passato vicinissimo, immediato, non è separato irrimediabilmente dal narratore; il narratore e il narrato si trovano in una tale prossimità che quasi si toccano, qualcosa di diverso da quell'altra distanza, insormontabile, del passato remoto, che spinge verso un futuro autonomo il mondo del narratore, un mondo senza rapporto con il passato in cui si è svolta l'azione.

(Mario Vargas Llosa, Lettere a un aspirante romanziere, Torino, Einaudi, 1997)

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