19 giugno 2016

L'insegnamento di Kerouac e Ginsberg. Di Dianella Bardelli

Jack Kerouak e Allen Ginsberg

Per sei fine settimana il Cantiere ospita una serie di interventi sulla t
eoria e pratica dell'improvvisazione di poesia e prosa spontanea a cura di Dianella Bardelli. 


n. 2
In che modo ho fatto mio l'insegnamento di Kerouac e Ginsberg
di Dianella Bardelli

Jack Kerouak e Allen Ginsberg

In che modo ho fatto mio l'insegnamento di Kerouac e Ginsberg? Ci ho messo un po' a trovare la mia strada, dovevo fare mio il loro Metodo, il loro Canone, senza cadere nella mera imitazione del loro stile. 
Nella poesia mi risulta molto facile improvvisare. Nella poesia improvviso in modo totale, correggo poco, mi piace che la poesia sia anche imperfetta, non mi piace il testo bello, esteticamente gradevole; magari non sono brava a scrivere poesie, però a me piace farlo solo improvvisando. In me l'improvvisazione di scrittura non segue il ritmo della mente, è il ritmo della mente in senso letterale, la mente detta io scrivo. Non c'è prima la mente e poi quello che si scrive, non si tratta di tradurre in parole i ragionamenti della mente e neanche come la mente sente, ma come la mente è in un determinato momento.
Per quanto riguarda i miei romanzi parto da una persona che mi ha affascinato nella realtà, qualcuno di cui ho sentito parlare, si tratta quasi sempre di persone vissute negli anni '60, '70. Amo infatti scrivere storie di persone realmente esistite, romanzandole, in questo senso sono un misto di realtà e invenzione. 
Un romanzo a cui tengo molto e che è ancora inedito riguarda la poetessa americana hippy Lenore Kandel; Il titolo è Urlando delizia sull'intero universo. 
Quando comincio un romanzo non faccio mai nessuna scaletta, casomai dopo qualche capitolo comincio a prendere brevi appunti su come la storia potrebbe andare avanti. Ma se un'idea improvvisa mi sollecita la mente cambio strada, vado da tutt'altra parte. Anche molti capitoli del romanzo che sto scrivendo ora sono nati improvvisando, cioè immaginando il personaggio in una data situazione in cui mi piace sia e buttando giù parole e frasi. Per questo per i romanzi scrivo prima a mano, si scrive più velocemente e non bisogna stare attenti alla tastiera, a sbagliare a battere un tasto invece di un altro. 
Per molti scrivere in modo spontaneo è una cosa da non-scrittori, una cosa da bambini, sì i pensierini dei bambini. Si tratta proprio di questo, rimanere fedeli a quei pensierini e utilizzare quell'ingenuità infantile lungo un intero romanzo.

Dianella Bardelli

Dianella Bardelli è nata a Livorno nel 1947 e risiede a Selva Malvezzi ( Bologna ). 
Per molti anni ha insegnato Lettere presso l’Istituto Tecnico Industriale Aldini Valeriani di Bologna. 
Ha pubblicato la raccolta di poesie Vado a caccia di sguardi per l’editore Raffaelli di Rimini (2008), Il romanzo Vicini ma da lontano, edito da Giraldi (2009), il romanzo I pesci altruisti rinascono bambini sempre per l'editore Giraldi (2010) e il romanzo Il Bardo psichedelico di Neal presso le edizioni Vololibero, ispirato alla vita e alla morte di Neal Cassady, l'eroe beat. 
Nel 2014 ha pubblicato il romanzo Verso Kathmandu alla ricerca della felicità per l'editore Ouverture. 
Accanto alla sua attività di scrittrice, guida corsi di Scrittura Creativa secondo il Metodo della poesia e prosa spontanea. Fa volontariato presso l'Hospice di Castel San Pietro Terme (Bologna). 
Cura il blog La scrittura su cui sono apparsi estratti dei testi che compongono questi interventi.


Gli interventi precedenti.

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