18 giugno 2016

Indolenza


Nel 2006 ho cominciato a tenere corsi di scrittura alla Scuola Holden, poi sono cominciate una serie di attività e nel 2012 è nato Il Cantiere di Scrittura. 
Normalmente la scrittura, personale o delle persone con cui lavoro, occupa la maggior parte del mio tempo, anche nelle vacanze, la sera, nelle feste.
Adesso però è cominciato un periodo di indolenza, ma di indolenza, per cui ci sono giorni in cui vedo due, tre partite di pallone e invento questioni di ogni genere. 
Ieri per esempio, ho passato la mattina a preparare centinaia di salatini da portare alla festa della scuola di O. 
Salvo che poi, una volta alla festa, talmente non ne potevo più della festa che prima della cena ho ripreso i miei cento salatini e siamo tornati a casa. 
Devo lavorare, dicevo alle persone che mi vedevano partire e domandavano come mai. E ci credevo anche, che una volta a casa avrei lavorato. 
Per la strada facevo un elenco, leggere il romanzo di V., finire di lavorare ai testi per il Cantiere di Torino, finire l'editing del mio racconto che uscirà sul prossimo numero di Effe.
Ma poi invece una volta arrivata a casa ho bagnato i fiori, guardato Spagna Turchia, letto Fuga nelle tenebre di Schnitzler e ho spento la luce. 

1 commento:

Dianella ha detto...

capita spesso anche a me questo tipo di indolenza