12 maggio 2016

5 consigli per scrivere con piacere. Di Stefania Bertola

Stefania Bertola

Tra tutti i consigli sullo scrivere, uno mi pare particolarmente saggio: Scrivere con piacere.
Ecco allora cinque indicazioni pratiche per scrivere con piacere a cura di Stefania Bertola. 

(Personalmente concordo e mi riconosco in tutto, a eccezione di un dettaglio del punto due, quando si parla di scrivere all'alba). 

Cinque consigli per scrivere con piacere di Stefania Bertola




Non mi sento di dare consigli proprio per scrivere strettamente. Nei corsi di scrittura lo faccio, è ovvio, se no che li tengo a fare, ma quello è lavoro. E comunque, mentre dico o scrivo, “fate così e fate colì”, sempre mi chiedo: “saranno mica tutte cazzate? Con che diritto? Quello che va bene per me, potrebbe andare male per qualcun altro. E poi, se Proust avesse seguito le mie indicazioni, non avrebbe mai scritto la Recherche. Per me era uguale, ma sai quanta gente adesso sarebbe priva di un caposaldo della sua, di quella gente, cultura?” Ecc. ecc. 

Quindi. 

Fermiamoci all’esterno, della scrittura. Nel perimetro che la circonda. Creiamo, intorno a chi scrive ambiente e condizioni di breve delizia esistenziale. 

1. Se scrivete a mano, usate una stilografica. Sì, ci sono biro che scrivono in modo affascinante, con soave scivolosità, ma la stilo ha di bellissimo che scricchiola. Basta una Pilot usa e getta. Anzi, la Pilot usa e getta è la migliore stilo del mondo, non la cambierei con una Montblanc, che poi le Montblanc non mi piacciono per niente perché hanno il pennino a punta grossa. Se non è Pilot, che sia Pelikan verde e nera. Poi ci vuole un quaderno a righe, a me piacciono tanto i Pigna, quelli spessotti a fiorellini. Piccolo eh. Niente quadernoni. 
Se scrivete sul computer, usate un Mac, ma che ve lo dico a fare? 


2. Per l’orario, ognuno ha i suoi preferiti, ma consiglio molto la mattina presto, a giornata nuova. Niente è ancora successo. Le cose di ieri appartengono a ieri. Questo giorno è fresco di bucato, è appena sfornato, profuma ancora di glassa sulla brioche. Un caffè, un po’ di cibo perché a stomaco vuoto si scrive male, e si parte. Gli altri della casa, se abitate con qualcuno, dormono ancora. Alle sei e mezza, abbiamo buone speranze che pure il telefono taccia. La storia che state raccontando vi aspetta, appena sveglia anche lei, piena di buona volontà. Solo molto più tardi, comincerà a fare i capricci. 


3. Temperatura. Non si può scrivere quando fa troppo caldo, mentre è ottimo scrivere quando fa molto freddo. Il maglione, la felpa, la copertina, i calzettoni, il camino, la stufa, il tè bollente o il Nescafè sono grandi amici delle storie. In primavera, aiuta il profumo del glicine. D’estate, si scrive bene rigorosamente in un interno, con le persiane semichiuse, nella penombra. In autunno, è bello uscire, camminare, e rientrare un po’ stanchi, un po’ infreddoliti, con il colore delle foglie ancora appiccicato alle ciglia. Fiondarsi subito al tavolo, e vediamo cosa ne viene fuori. 


4. Scrivere a casa. Non credete alle leggende tipo che Simenon scriveva solo nei caffè, e quell’altro in albergo, o seduto su uno scoglio in vista di Gibilterra, o in un albergo stregato negli Stati Uniti.. Si si, va bene, okay. Certo certo. L’avventura, i romanzieri, la vita agra o pericolosa o vissuta bruciando la cosa, la candela, da tutte e due le parti. Questo è folclore, è protagonismo inutile dell’autore, è voler essere personaggio dei propri romanzi. Scrivere a casa è il massimo della vita. Puoi non considerare nient’altro se non quello che stai scrivendo. Niente camerieri, niente onde, niente gemelle morte sul triciclo. Ogni tanto si fa una pausa. Durante la pausa raccomando cioccolato. Due opzioni: il Novi Ligure fondente con nocciole, o il nocciolato Gianduia della Coop. Tanta acqua frizzante. Per chi beve alcolici, a differenza di me, credo che il massimo sia l’Anisette di Ascoli Piceno. 


5. Musica. La musica è il trucco segreto, l’asso nella manica, la bacchetta della Fata Smemorina. Non sai come andare avanti con la storia? La musica te lo dice. Funziona durante, e funziona prima. Durante lo capite da soli, prima è così: Si esce la mattina presto con l’Ipod o il cellulare se avete la musica nel cellulare. Si cammina a lungo, senza correre ma a lungo, sentendo la musica e pensando a quello che si sta scrivendo. Ed ecco che le soluzioni fioccano, i nodi di disfano, i personaggi parlano e ti dicono cosa vogliono, i punti morti resuscitano e i dialoghi brillano come se li avesse scritti Lubisch. Certo, non si possono prendere appunti, ma la memoria se sollecitata risponde. Incamera. Salvaguarda. Poi si torna a casa, e si svuota il cestino dei frutti. Sulla musica, niente consigli, perché ognuno ha la sua, ma certo che con Mozart, i Beatles e Gershwin non si sbaglia mai. 



Stefania Bertola

Stefania Bertola è una scrittrice, traduttrice, sceneggiatrice e autrice radiofonica italiana. Ha pubblicato: Luna di Luxor (Longanesi, 1989), Se mi lasci fa male (Sperling & Kupfer, 1997; riedito nel 2007 da Salani e nel 2009 da Tea), Ne parliamo a cena (Salani, 1999), A neve ferma (Salani, 2002), Aspirapolvere di stelle (Salani, 2002), Biscotti e sospetti (Salani, 2004), A neve ferma (Salani, 2006), La soavissima discordia dell'amore (Salani, 2009), Il primo miracolo di George Harrison (Einaudi, 2010), Romanzo rosa (Einaudi, 2012), Ragazze mancine (Einaudi, 2013). Feltrinelli ha pubblicato Solo Flora (2016), il suo primo libro per ragazzi e Vampiri contro Amet (2016).


1 commento:

La France ha detto...

Che bello questo blog!
I consigli di Stefania Bertola fanno venire anche fame di brioche oltre che voglia di scrivere!
Ti seguirò!