4 aprile 2016

Stanisław Ignacy Witkiewicz, Witkacy


Stanisław Ignacy Witkiewicz, Autoritratto, 1938. 
Muzeum Gornoslaskie w Bytomiu


L'adepto della Forma Pura era forte col colore, e nel senso proprio del termine. Come un fiore esotico. Sceglieva con cura le sue camicie. Con una verde, portava scarpe gialle. Un pantalone a sbuffo amaranto. E una cravatta color lampone. Pare che portasse anche la biancheria colorata. 
Scriveva con inchiostro violetto. 
Si agitava tutto il tempo. Invitava sempre della gente a bere qualcosa di delizioso - del pastis, e faceva una dimostrazione di un caleidoscopio di sua fabbricazione. Poi una camminata in montagna. E la sera proponeva una seduta di spiritismo nel corso della quale, alle spalle delle donne del suo harem, gli capitava di chinarsi verso Juna per confidarle quanto gli mancasse sua moglie rimasta a Varsavia.

(Agata Tuszyńska, La fiancée de Bruno Schulz, Paris, Grasset, 2015)

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