6 aprile 2016

Storie e immagini di Alessandra Calò

Fotografia di Alessandra Calò

Molto felice per la nuova collaborazione con la fotografa Alessandra Calò
In progetto c'è un incontro tra le sue immagini e le parole di alcuni scrittori e amici del Cantiere di Scrittura. Stiamo pensando a un volumetto che raccolga questi incroci, ci vorrà del tempo, ma tutto è cominciato così casualmente e naturalmente che penso si arriverà a qualcosa di molto bello.

Per il momento facciamo le presentazioni.

Alessandra Calò

Alessandra Calò crea opere al confine tra fotografia e arte contemporanea, sperimenta nuovi linguaggi e si avvale della tecnica dell’appropriazione per un recupero memoriale. Le sue opere scavano nel passato per tentare un dialogo col presente, un tempo in cui tutti hanno la possibilità di esistere nella forma di esseri senzienti, fantasmi o prefigurazioni. 

Senza una parola, Alessandra racconta delle storie. E ci racconta la sua maniera.


L’origine delle storie
Fotografia di Alessandra Calò

Come ti vengono in mente i tuoi progetti? Qual è lo spunto per un ciclo di fotografie? E’ un processo razionale oppure nasce da una serie di immagini inizialmente isolate che via via trovano uniformità?

E' un bisogno di raccontarsi, spesso di incanalare l'impeto delle emozioni, oppure elaborare ed esorcizzare dei momenti storici della vita. Mi rendo conto, mentre cerco di rispondere a queste domande, che la parola “progetto” implica una serie di azioni quasi premeditate per arrivare al prodotto finale: io invece mi perdo, non progetto, spesso lascio che tutto prenda una strada spontanea. Di razionale, non c'è quasi nulla, anche se poi dei significati emergono sempre.

I luoghi
                                                           Fotografia di Alessandra Calò

Come scegli i luoghi delle tue storie? Innanzitutto, come li trovi? E dopo, come li osservi. Qual è il tipo di sguardo? Come entri in contatto con un posto? Hai qualche rito, abitudine, scaramanzia, necessità?

I luoghi, rappresentano spesso i miei stati d'animo. Cambiano nel tempo, seguendo le trasformazioni dei miei sentimenti, del mio corpo, e la percezione di me in uno spazio. 

I personaggi
Fotografia di Alessandra Calò

Nei tuoi lavori ci sono figure umane. Gli umani che ritrai vengono soprattutto dal passato, come “fantasmi”, ombre, apparizioni. L’impressione è che non siano davvero loro i protagonisti delle tue storie, ma uno strumento per rievocare qualcos’altro. Ti ritrovi in questa interpretazione e in quel caso, qual è la funzione dei personaggi? O altrimenti, chi sono i tuoi personaggi? 

Sono molto legata al passato, sicuramente c'è qualcosa che mi tiene bloccata indietro nel tempo. Di preciso non so da cosa possa dipendere ma sento molto forte il bisogno di non dimenticare i miei ricordi ed anche i ricordi degli altri (anche quelli che non mi appartengono). Per questo motivo sento la necessità di rappresentare un passato, un fantasma, e di metterlo sempre in relazione con il presente. Per farlo, utilizzo la tecnica delle doppia esposizione e della sovrapposizione: passato e presente si mescolano ed in questo modo il tempo si confonde, facendo emergere qualcosa che – forse – può identificarsi nel ricordo, lasciandoti sempre ad un passo dalla realtà.

Il tono
                                                        Fotografia di Alessandra Calò

Uno degli aspetti che mi colpisce di più nelle tue fotografie è l’ambiente, l’umore, l’atmosfera. In un racconto scritto questo tipo di sensazione si può passare attraverso il tono, lo stile. Quali sono invece gli strumenti della fotografia per restituire una certa idea della realtà?

Spesso utilizzo la tecnica delle doppia esposizione e della sovrapposizione. Altre volte, riporto senza filtro ciò che vedo: un iper realismo dove l'umanità è presente attraverso tracce, senza doversi mostrare in maniera diretta.


Il lavoro concreto
Fotografia di Alessandra Calò

Come racconti le tue storie? Come lavori concretamente? Come cerchi le tue immagini? Come realizzi gli scatti? Hai un metodo, delle abitudini?

Ci sono due tipi di lavoro, che attualmente porto avanti in parallelo.
Uno che attualmente sento molto mio, è dedicato principalmente alla creazione di installazioni: in questo caso, mi avvalgo della fotografia ma anche di altre forme d'arte (letteratura, botanica, chimica) e mi avvalgo della tecnica dell'appropriazione per reinterpretare un concetto o dare nuova forma a qualcosa di pre esistente (vedi progetti Secret Garden, Fotoscopia, Reliquiae Herbarium) 
L'altro, di pura fotografia, che uso per scopi lavorativi o per progetti sociali (etereo, familiare, Antipodi Apolidi, Hotel City...) 

Il montaggio
Fotografia di Alessandra Calò

E infine, come organizzi i tuoi scatti? Una volta concepita l’idea, scattate le fotografie, come componi i tuoi progetti? Come si fa a dare una forma a un progetto? Come si stabilisce l’ordine delle immagini? Qual è il criterio per selezionare, scartare, accostare e organizzare gli scatti?

Nel primo caso (quello delle installazioni) è davvero complicato: i tempi sono lunghi e ci sono tante prove da fare prima che il risultato mi soddisfi. Questo perché ci sono di mezzo tanti materiali e tante componenti esterne.
Nel secondo caso, ho una risposta che potrebbe essere molto soggettiva: quando i luoghi ti appartengono, non è facile selezionare accostare ed ordinare le immagini prodotte. 
Molto spesso io creo una storia e poi mi affido ad un occhio esterno. Serve sempre un confronto, sopratutto per comprendere se dall'altra parte arriva un messaggio. Non facendo fotografia di reportage - dove le immagini accompagnano lo spettatore in un racconto che ha un tema ben definito sin dal principio - cerco di raccontare il meno possibile, aspettando che siano gli occhi di chi guarda a raccontarsi una storia.


Tra i progetti cui ha lavorato Alessandra Calò ricordiamo Gli oggetti ci parlano, commissionato dai Musei Civici di Reggio Emilia per l’installazione curata dall’architetto Italo Rota; FluxusFace, progetto site specific commissionato dalla Fondazione Palazzo Magnani per la giornata del Fluxus; Antipodi Apolidi per il museo di Arte contemporanea Spazio Gerra, Vite senza fine, commissionato per l’inaugurazione del Tecnopolo di Reggio Emilia e successivamente segnalato dalla giuria internazionale del Premio Celeste 2014, Inventario Equestre, installazione site-specific, commissionata dalla Fondazione Giovanni Lindo Ferretti per la quale cura la fotografia dello spettacolo Saga Il canto dei canti 2013, l' Opera Equestre da cui viene tratto il libretto d’opera per SONY MUSIC. Prende parte insieme ad altri fotografi al progetto editoriale in In t’la nudda, indagine sociale sull’Appennino Reggiano” (Edizione ABao Aqu) e al progetto The Dance of Resistance – Adolf Reichwein, a biography in movement per la State Ballet School of Berlin, in collaborazione con l’artista tedesco Roman Kroke. Selezionata da Giliola Foschi ed Elio Grazioli, nel 2014 vince la sezione OFF di Fotografia Europea con il progetto Secret Garden. Dopo l’anteprima reggiana presso Palazzo Brami, l’installazione viene esposta in gallerie d’Italia, Francia e Olanda. Nel 2015 viene selezionata dal comitato scientifico di Fotografia Europea - composto da Walter Guadagnini, Elio Grazioli e Diane Dufour - ricevendo l’incarico per la produzione di un’opera, Fotoscopia, in occasione dei 50 anni della sede dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, inserito nel circuito ufficiale del festival Fotografia Europea ed esposto presso la Galleria Parmeggiani. Viene selezionata dai curatori di Confini (premio di fotografia contemporanea) con il progetto NDT No Destructive Testing, un’indagine nella propria storia familiare condotta attraverso radiografie e fotografie. Parallelamente alle sue ricerche personali, collabora con affermati artisti locali ed internazionali. Alcune sue opere sono state pubblicate su importanti testate giornalistiche (Marie Claire Maison, Elle decoration UK, Left, Vogue, L’Espresso, TuStyle, Fermomag, Tableau) ed esposte in Festival e fiere internazionali (Fotofever, Art the Hague, Les Rencontres d'Arles, la Nuit de la Photographie Contemporaine, Fotografia Europea, Colorno Photolife, SI FEST Savignano). 

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