24 marzo 2016

Pratica dello scrivere a letto

Mark Twain

In diversi posti della casa ci sono libri da leggere a seconda del momento. In questo periodo per esempio sul comodino da letto ci sono A la recherche du temps perdu, sul tavolo della sala Conversazioni del vento volatore di Celati, per terra vicino al divano una biografia su Camus, sulla mensola della cucina le poesie di Baldini, vicino la vasca da bagno le Lezioni di letteratura russa di Nabokov.
A seconda del luogo, del momento, una lettura. 
Questo è abbastanza condiviso e lo sparpagliamento di libretti generalmente non insospettisce a nessuno.

La stessa cosa capita per la scrittura, ma nella mia casa viene presa diversamente. 
Le traduzioni sono sul tavolo della cucina, la lettura dei manoscritti e gli accompagnamenti sul tavolo della sala, vicino al divano, e poi c'è lo scrittoio preferito, il letto, per i racconti e la scrittura che va per conto suo. 
S. però ogni volta che mi trova nel letto, di solito in mezzo al fumo (a parte in questo periodo che il medico mi ha interdetto) col computer sulle ginocchia, crede che faccia un solitario alle carte e comincia a chiacchierare o a chiedermi di sbrigare qualche faccenda. Gli pare impossibile scrivere a letto, e anche se gli dico aspetta un momento, sto scrivendo una cosa, già mentre lo sto dicendo quello che mi passava per la testa è scomparso, e nemmeno la frase trova una conclusione. 
Allora sottolineo in giallo la riga abbandonata e chiudo tutto.

Per questa ragione, anche, ho cominciato a raccogliere delle testimonianze sulla pratica dello scrivere a letto. Una specie di inchiesta rigorosissima e scientifica per mostrare come il letto faccia bene allo scrivere. 

Mark Twain, per esempio, non aveva bisogno di un tavolo, la maggior parte delle volte scriveva nel letto, fumando. 

"Cercate di scrivere nel letto, vedrete. Io mi siedo, pipa in bocca, un appoggio sotto le ginocchia e scrivo. Facilita il flusso dei pensieri e la posizione richiede pochi sforzi perché le parole compaiano sul foglio".

(How Mark Twain Writes in Bed. The New York Times, April 12, 1902)

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