22 marzo 2016

Narratori e rabdomanti

Il rabdomante e la sua forcella

A me sembra che il narratore abbia qualcosa del rabdomante che segue le vibrazioni del suo bacchetto per scoprire dov'è l'acqua, e la scoperta dell'acqua dipende dal variare istantaneo di tutto il sensibile, dal riorientarsi momento per momento di tutta la sua sensibilità. Ci sarà un momento in cui il rabdomante sente che l'acqua è a due metri, e allora se gli chiedi come fa a calcolare quella distanza, probabilmente lui ti risponderà che non sa spiegarlo, ma ha imparato a sentire così attraverso le vibrazioni del bastone. Cioè ha imparato qualcosa che per lui è una regola, ma che per te è una misteriosa intuizione animalesca.

(Gianni Celati, Conversazioni del vento volatore, Macerata, Quodlibet, 2011)

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