16 marzo 2016

5 consigli per proporre un manoscritto a un editore. A cura di Martino Ferrario


Scrivere un romanzo è un'impresa. Appena finita poi ne comincia un'altra: proporlo a un editore. 
Questa pagina dei consigli è a cura di Martino Ferrario, editor e fondatore di CasaSirio Editore
Un semplice, diretto e fondamentale galateo per l'invio del proprio manoscritto a una casa editrice.



Ogni giorno buste (o mail) cariche di manoscritti raggiungono le redazioni delle case editrici italiane. Sono come comete, qualche volta portano fortuna e permettono all’editore di pubblicare un romanzo fighissimo, portano le redazioni alla Grande Nottata Horror del lansdaliano drive-in Orbit (se non sapete di cosa parlo recuperatevi il libro, non ve ne pentirete). 

Ecco cinque (diciamo che sono sei, forse anche sette) regoline che sarebbe una buona idea seguire prima di inviare un manoscritto a un editore.

1) Leggi.
Non è una regola per l’invio di manoscritti, è LA regola della scrittura. Se non hai nessuna voglia di leggere gli altri: A il tuo manoscritto sarà una schifezza (e sto leggero coi termini solo perché sono ospite di un blog) e B potrebbe farti assumere dalla Boehringer Ingelheim, la casa farmaceutica che produce il Guttalax. Scuse come “se leggo non ho tempo per scrivere” o “non voglio condizionare il mio stile” sono monnezza. Come i romanzi di chi le usa.

Se leggendo questa prima regola ti è venuto anche solo un pruritino o un piccolo giramento di coglioni, evita di leggere il seguito. Questi consigli sono utili solo per chi ha scritto un bel romanzo. 
Detto ciò, partiamo!

1b) Rispetta chi hai davanti. 
Leggere gli inediti è un mestiere. Un testo pieno di refusi, impaginato male, redatto con un carattere tanto figo ma totalmente illegibile, triplica la fatica di chi hai davanti. E ti fa segare il testo.

2) Informati.
Tutti gli editori danno indicazioni su chi sono e quali manoscritti accettano. Non ti lamentare se una casa editrice di narrativa ti manda a dareviaelcù dopo che le hai inviato la tua meravigliosa raccolta di poesie. 

3) Sii paziente.
È vero, le tempistiche di lettura degli editori sono bibiliche. Il fatto che lo siano però non è sempre legato alla (nota peraltro) pigrizia e sciatteria di redattori e editor, magari hanno un sacco di cose da leggere e vogliono farlo con cura. Hai mai notato che gli editori a pagamento di solito rispondono entro un mese? Prova a chiederti perché.

3b) Ricordati che gli editori sono come i camerieri.
Non ti possono sputare nel piatto, è vero, ma magari dopo la terza mail/telefonata per chiedere a che punto è la lettura del tuo manoscritto te lo segano senza nemmeno aprirlo (ovviamente questa cosa non vale nel caso in cui i tempi “promessi” non vengano rispettati).

4) La sinossi.
La sinossi non né una quarta di copertina né il racconto del romanzo che fai al tuo migliore amico. Serve una descrizione precisa di cosa accade nel romanzo, dall’inizio alla fine (sì, è importante scrivere anche come finisce), senza lasciare sospesi (come appunto fanno le quarte) e, soprattutto, senza supercazzole in stile “qui è fighissimo perché…” o “sono il capo perché faccio succedere questa cosa che manco l’editor di Simenon o Agatha Christie poteva sgamarmi”.

5) Quando un romanzo vale troverà la sua strada.
Gli editori non vedono l’ora di trovare nuove voci e nuove storie. Scegli con cura quali vorresti per il tuo romanzo, invialo e… buona fortuna!


Martino Ferrario

Martino Ferrario nasce a Cantù il 04/07/1988 e lì inizia a far danni. Passa sorprendentemente incensurato l’adolescenza e i vent’anni poi, per non farsi mancare nulla, a ventun anni molla l’università per fare il pizzaiolo. 
Tre anni dopo si iscrive alla Scuola Holden, si diploma e, assieme ad alcuni amici, fonda CasaSirio, una casa editrice Pop. Ramingo per vocazione, ha studiato un programma che, scendendo di città in città per l’Italia, lo porterà a vivere a Stromoboli (o su un’isola altrettanto bella). Al momento è arrivato a Roma, e per uno che parte dalla Brianza non è mica poco.

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