2 febbraio 2016

Il bugiardino di Simona Garbarini

Simona Garbarini, il disegno è di Nicoletta Calvagna

Simona ed io ci siamo conosciute anni fa a Praga, a un convegno dell'Association of CreativeWriting Programs. 
Senza esserci mai viste prima, abbiamo passato praticamente quarantotto ore senza smettere di chiacchierare, bere birre, sghignazzare e parlare di libri letti e da scrivere. Naturalmente tutto è terminato con una serie di confidenze che vengono fuori solo in quei casi. 
Poi non ci siamo viste più.
E' stato uno degli incontri più strampalati e intensi che mi siano capitati con una donna. 

Nel 2015 è uscito il suo romanzo Il posto giusto, pubblicato da CasaSirio Editore, e questo è il suo buguardino.


  Come organizzi il tuo tempo per la scrittura? Praticamente, concretamente. Come gestisci la scrittura, il tuo lavoro di pediatra e tutto il resto. Ti dai degli orari, delle scadenze o scrivi quando hai voglia, quando ti viene?
Il mio lavoro di pediatra occupa per circa metà della mia giornata, inoltre ho una casa da gestire, un figlio da amare… non sempre è facile conciliare tutto questo con la mia passione per la scrittura. Ricavo i miei spazi per scrivere negli interstizi della mia esistenza, quando non devo fare la spesa, non devo pensare alle bollette, non devo aiutare Jacopo a fare i compiti… a volte è solo mezz’oretta, a volte un’intera giornata. L’impegno a cui cerco di sottostare è di scrivere tutti i giorni in modo da mantenere un flusso creativo sempre aperto. A volte è molto difficile spegnere il computer dopo mezz’ora che l’ho acceso: sono i giorni in cui mi sforzo di avere l’umiltà di impostare dei progetti minimi - come rivedere anche solo dieci righe di quello che ho già scritto. Per fortuna ci sono anche giornate in cui ho moltissimo tempo: mi siedo al tavolo con una tazza di tè e poco per volta sento che il legame con il mio mondo fantastico si rafforza e che il mio cervello, lentamente, si calma e rifiorisce. Lentamente il mondo esterno si affievolisce fino a scomparire e inizio a vivere nel mondo della mia narrazione.

  Qual è per te la situazione necessaria per scrivere? Intendo il posto, il tipo di sedia, di vestiti, una musica di sottofondo, le circostanze insomma…
In genere scrivo al disordinatissimo tavolo del mio disordinatissimo studio. Almeno lì non c’è niente da vedere che io non conosca a menadito e questo mi consente di concentrarmi meglio sul mio mondo interiore. Spesso ascolto della musica, prevalentemente strumentale.

  Ti è mai capitato di scrivere fuori, in mezzo alla gente, in un caffè, in treno, su una panchina, o hai bisogno di stare da sola?
Certo, mi è capitato. Un intero semestre ho vissuto in una casa che non mi piaceva per niente e da cui cercavo sempre di scappare… in quel periodo credo di aver girato tutti i baretti della mia città alla ricerca del posto giusto per scrivere… ma non è la mia normalità. Di solito mi piace scrivere nel mio studio, sicura che tutto quello che deve succedere stia già succedendo nella mia testa e sulla mia pagina, circondata da un ambiente esterno in cui tutto perfettamente prevedibile e sotto controllo.

  Come arrivano le idee per le tue storie?
Da qualcosa che mi colpisce. Può essere una persona con una vita particolare. Un luogo per me bellissimo. Un’idea. Un libro. Questa cosa - qualsiasi cosa sia - inizia a ruminare nel mio cervello… mi trovo a immaginare che cosa ne potrebbe essere, per esempio, di quella persona, chi potrebbe avere vicino, che cosa succederebbe se… è così che nascono le mie storie: come delle cipolle. Iniziano con un nucleo di senso e poi si espandono, si espandono, si espandono…

  Qual è la parte, il momento che ti piace di più dello scrivere? E il momento più difficile?
Forse l’unica cosa che trovo veramente difficile è raggiungere la concentrazione necessaria ed entrare nella mia storia dopo una giornata a visitare bambini, a cucinare, a fare i compiti con mio figlio… non sempre ci riesco. Ma quando accade, stabilita quella sottile ma fortissima connessione tra la mia testa e la mia storia, tutto diventa facile e difficile insieme, ma che sia difficile non è importante.

  Alla fine, una volta scritto il romanzo, come procedi per la rilettura e la revisione? Lavori al computer, stampi i fogli, hai dei lettori amici che ti danno una mano…
Rivedo il mio lavoro al computer fino a quando mi sembra che sia perfetto. Solo a questo punto stampo, e spesso, vedendo ciò che ho scritto sulla carta bianca, trovo ancora necessario apportare mille correzioni. Solo quando ho la sensazione che quello che ho scritto è il meglio che potevo fare da sola, passo quello che ho scritto ai miei amici e chiedo il loro parere.

  E per concludere, come è stata per te la ricerca di un editore, e alla fine come sei arrivata all’incontro con CasaSirio Editore?
La ricerca di un editore è stata estremamente difficile. Sono arrivata a CasaSirio un po’ per caso: venuta a conoscenza che stavano cercando racconti gli ho mandato qualcuno dei miei perché mi piaceva il loro sito e la visione di narrazione che ne era sottesa. Non appena Martino mi ha contattato, ho sentito che tra di noi passava un fluido editoriale che funzionava, che eravamo animati dalla stessa visione di che cosa significa ‘fare letteratura’. Solo a questo punto gli ho mandato il mio romanzo. Ecco, mi sono fidata delle mie emozioni, ho pensato: “Loro sono davvero affini a me”. Credo che funzioni così, per affinità elettive.


Simona Garbarini è nata in riva al mare, e - sebbene abbia fatto tante cose nella vita - l’animatrice in colonia, la traduttrice, la pediatra, la portinaia - una sola è la passione che le è rimasta indelebile nella testa: la scrittura. Ha iniziato alle elementari con il seguito di ‘Holly e Benji’, per arrivare, a trent’anni suonati, a scrivere un romanzo Il Posto Giusto che è stato finalista al Premio Calvino, a Masterpiece e al concorso Il Mio Esordio.

Simona ha scritto

Il Posto Giusto, Casa Sirio Editore, 2015, Cucciolo duomo. 

Come sopravvivere nella giungla dei primi 40 giorni dopo il parto, Feltrinelli, 2013, 


La Piccola Ranocchia di Ceramica, Casa Sirio Editore, disponibile solo su e pub

Nessun commento: