12 gennaio 2016

Astuzie per scegliere i titoli, secondo Vladimir Vojnovič

Vladimir Vojnovič

Pensare i titoli mi viene difficile. Eppure ce ne sono di così belli. Certi come Lavorare stanca, Un altro che non ero io, Siamo buoni se siamo buoni, per esempio
Quando era stato il momento di scegliere il titolo per un romanzo che avevo scritto, Paolo Nori mi aveva dato dei consigli, aveva fatto una lista, uno più bello dell'altro. Li avrei scelti tutti, invece ne ho poi messo un altro, per timidezza a usare i suoi. Uno che alla fine non mi convince neanche tanto, Metà guaro metà grappa
Per il romanzo dopo ci ho pensato bene, avevo messo Pratica della rovina. Ora mi piace ancora il titolo ma non il romanzo.
A ogni modo la scelta dei titoli mi sembra sempre un momento complicato e ieri mentre leggevo Il Colbacco di Vladimir Vojnovič ho incontrato un passaggio dove si parla di come lo scrittore Efim Semenovič Rachlin pensava i suoi titoli.

Una volta battuto a macchina il titolo del romanzo, Efim cercò di immaginare che effetto avrebbe avuto la parola "Operazione" scritta in verticale. Il fatto è che tutti i suoi più recenti romanzi avevano titoli composti da un'unica parola. E non era un caso. Efim aveva da tempo notato che la divulgazione delle opere letterarie era decisamente facilitata quando i titoli venivano utilizzati per i cruciverba. Le parole crociate sono ottimi veicoli pubblicitari, sottovalutati da quegli autori che davano alle loro opere titoli come Guerra e pace, Che disgrazia l'ingegno, Delitto e castigo. Alcuni tuttavia si erano dimostrati più lungimiranti e avevano scelto titoli come Poltava oppure Oblomov. Efim era molto fiero di aver saputo scoprire, da solo e senza l'imbeccata di nessuno, questo semplice escamotage propagandistico delle proprie opere. E non di rado ne vedeva il risultato, allorché, nei cruciverba pubblicati su "Vecerca", sulla "Moskovskaia Pravda" e addirittura "Ogonek", egli leggeva la tanto agognata definizione: "Romanzo di E. Rachlin".

(Vladimir VojnovičIl colbacco, Torino, Einaudi, 1995)

Nessun commento: