20 dicembre 2015

Le alette di copertina che ci fanno capire delle cose

Grigory Lipmanovič Sokolov

Sto finendo di leggere La fiancée de Bruno Schulz, di Agata Tuszynska.

Ieri sera dopo cena ho preso sonno sul divano mentre ascoltavo i preludi di Chopin suonati da Grigory Lipmanovič Sokolov, il quindicesimo è qualcosa di impressionante.

Comunque, c'era il camino acceso, ascoltavo, ho preso sonno. 
Poi verso le due mi sono svegliata, lavata e prima di chiudere gli occhi ho letto qualche pagina di La fiancée de Bruno Schulz, di Agata Tuszynska. 
Uno di quei libri che si leggono volentieri, che parlano di qualcosa che interessa, con una maniera di raccontare loro, ma che non convincono fino in fondo. 
Ci sono passaggi che non so, come la parte sull'invasione tedesca a Drohobycz, la situazione degli ebrei, dei nazisti, per esempio. Passaggi che mi han lasciato perplessa. 

Comunque, ieri notte prima di chiudere il volume ho guardato le ultime pagine. 
Stampato da Grafica Veneta, c'era scritto. Un libro francese, pubblicato da Grasset, uno dei tre, quattro editori più importanti in Francia. 
Perbacco, hanno ragione i francesi quando mi dicono che tutto si fa in Italia. L'altro giorno compravo delle piante e scopro che le piante arrivano dalla Toscana, ho preso delle piastrelle per il bagno e vengono da Sassuolo. Anche la stampa, a quanto pare. 
Made in Italy, Made in China.
Ma non si parlava di questo, era su La fiancée de Bruno Schulz, di Agata Tuszynska.
Ieri si sono fatte le tre della notte più o meno e dopo aver finito il capitolo guardavo il libro, stampato da Grafica Veneta e altri dettagli. E poi ho letto i commenti sull'aletta della copertina:

Il ritratto eccezionale di una donna scottata.
Philippe Trétiack, Elle

Magnifico.
Didier Jacob, Le nouvel Observateur

Giusto e vero. Intelligente e buono.
Alice Ferney, Le Figaro Littéraire

Appassionante.
Marine Landrot, Télérama

Pregante.
Olivier Guez, Le Monde Magazine

E dai commenti sull'aletta di copertina ho capito perché La fiancée de Bruno Schulz, di Agata Tuszynska è un bel libro, ma che non convince fino in fondo.

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