21 dicembre 2015

Baffi e letteratura


Il periodo era scarso. Accanto alle caricature dei soldati sanguinari dell'Armata dell'Esercito Nazionale e dei vecchi Marx e Stalin, altri baffi apparirono sui muri. 
Un certo Bierut, completamente scialbo, ufficialmente Presidente della Polonia, soprannominato da alcuni il Reggente. Cosa ne avrebbe detto Bruno? Penose, queste pitture, sempre più penose. O forse, perché portano tutti dei baffi idioti?
Anche in letteratura emerse una moltitudine di nuove figure indistinte e identiche, che seguivano nei loro romanzi le consegne del Partito. 
Sotto dettatura di accampati difensori radicali di un'estetica realismo socialista, il congresso del Sindacato degli Scrittori di Szczecin del 1949 decretò un nuovo canone letterario. 
La letteratura doveva trattare: il destino ideale del popolo lavoratore, squadre di costruzione che superano ogni altra al mondo, e operai che rifiutano qualsiasi relazione sessuale fin che il piano non è realizzato al 150%...
Ed è così che si scriveva. Si ottenevano ricompense dallo Stato, posti nella stampa e nell'editoria, degli appartamenti... E poi, non bisognava dimenticare i nemici del popolo, gli spioni imperialisti, lacchè borghesi e più in generale tutta la banda di servitori del nuovo fascismo internazionale.

(Agata Tuszyńska, La fiancée de Bruno Schulz, Paris, Grasset, 2015)


Traduzione di Gessica Franco Carlevero

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