21 ottobre 2015

Chiara Dotta al LABirinti festival

Chiara Dotta

La Cooperativa Letteraria organizza un festival letterario a Torino, LABirinti festival.
In questa giornata e mezza passata a Torino ho avuto la fortuna di capitare proprio nel giorno in cui Chiara Dotta faceva una lettura del suo libro Un segreto che non guardo ma che sta al centro del cortile, edito da LiberAria.
Non l'avevo ancora mai sentita leggere, non avevo visto sue presentazioni. La ragazza che ha fatto l'introduzione, Erika Nicchiosini, ha sottolineato come il libro di Chiara sia visivo, come certe immagini siano un po' delle fotografie.

Tetti rossi, tutti uguali. Case antiche, del cinquecento o seicento mi immagino, forse medievali. C'è anche la torre con l'orologio, finto. Dal giardino sotto la torre le tegole digradano, a volte i cortili si vedono a volte sono nascosti, come le cantine, le case che passano sottoterra e entri da un'altra parte e sbuchi dall'altra della collina.

Ma quello che a me non dà pace, nella scrittura di Chiara, è il suono.

L'altro giorno sono andata a trovare un artista, che prende un pezzo di legno fatto così e così e ti dice: donna. E tu scopri che è davvero una donna, perché quel cavo liscio sembra una pancia, e la scanalatura della vagina è proprio una vagina, e ti vien voglia di abbracciarla perché è una donna [...] Lui, l'artista, ha visto quel pezzo di legno, e gli è interessato, non si sa bene perché, l'ha preso, poi l'ha chiamato: donna.

Il suono delle frasi di Chiara per me ha qualcosa di conosciuto, famigliare, ma sorprendente, raro. 
E ogni volta che rileggo delle linee lo stupore si rinnova. Per la semplicità di quello che dice, allo stesso tempo straordinario. 
Come quella volta, una decina di anni fa, che in un caffè di Corso Dante mi ha guardata in faccia, ha fatto quel sorriso largo dei suoi e mi ha detto, sono incinta. 
E ieri mentre la ascoltavo leggere ero di nuovo entusiasta e impreparata come quando mi aveva detto di aspettare un bambino, la cosa più inimmaginabile che potesse dirmi, all'epoca.

Nessun commento: