22 agosto 2015

Proust botanico


In Combray, la prima parte di Du côté de schez Swann, (A la recherche du temps perdu), ci sono certi passaggi, certe divagazioni per esempio, soprattutto quelle di carattere naturalistico, talmente fini, precise, gentili, che nel leggerle sembra di ascoltare certi passaggi di Satin. 
E dietro c'erano dei ragionamenti che fan pensare a un giardiniere, un botanico, una signora al telefono con l'amica.
Nell'agosto del 1913 per esempio Proust scriveva una lettera a Lucien Daudet in cui le raccontava come procedeva la scrittura, e gli scrupoli che si faceva nel piazzare un biancospino in una scena.

Per i fiori, le assicuro, ho molti scrupoli; nella prima versione (pubblicata su Le Figaro), sullo stesso sentiero dei biancospini c'erano delle rose canine. Ma avendo trovato in Il Fiore di Bonnier che le rose canine fioriscono più tardi, ho corretto e ho scritto nel libro che "avremmo potuto vedere qualche settimana più tardi..." Per la verbena e l'eliotropio, è vero che Bonnier indica che la prima fiorisce da giugno a ottobre, e la seconda da giugno a agosto. Ma siccome nel Bonnier si parla di fiori selvatici, avevo creduto che (e l'orticolotore a cui avevo scritto mi aveva confermato) che in un giardino  (e non in un cespuglio di spine o di rose) si potesse farli fiorire a maggio, quando i biancospini sono ancora in fiore.

Traduzione di Gessica Franco Carlevero

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