28 luglio 2015

Sui libri digitali


Premessa, non ho una liseuse per leggere libri digitali.

Detto questo, viaggio in treno Genova-Marsiglia, le persone nel vagone in prevalenza straniere. 
La carrozza accanto ha un guasto, i passeggeri vengono riorganizzati, il resto del viaggio, quattro ore, con bambino di tre anni sulle gambe, caldo rimedio alla condizionata ghiacciata.
Per passare il tempo telefoniamo a tutti quelli che conosciamo, zie, amici, nonni.
Poi guardiamo fuori dal finestrino, i bagni della Liguria, gli ombrelloni colorati, i pedalo' in mare, le barche lontane.
Dopo andiamo a prendere un toast che dividiamo in due, una bottiglia di acqua per il bambino di tre anni, una lattina di birra per me.
Torniamo a sederci e cominciamo a guardare i vicini viaggiatori. 
Davanti a noi due ragazze dell'est leggono romanzi in cirillico sulla tavoletta, beate, possono leggere Tolstoj originale penso, ammesso che Tolstoj sia, magari stanno leggendo Vassalli in russo. 
Nel sedile accanto un mediatore immobiliare parla al telefono di compromessi e alloggi sfitti.
A sinistra una coppia si scatta fotografie con il bastoncino che tiene lontano il telefono. Una ragazza americana gioca col telefono e la sua amica legge Cent'anni di solitudine. Vedere quel libro, edizione che non conosco essendo americana, ma in ogni caso recente, sembrava rimasta al tempo di omnibus e carrozze.


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