10 luglio 2015

Mari Accardi, 5 consigli per scegliere il titolo


Mari Accardi

Nel suo bugiardino Mari Accardi diceva "Mi diverto un sacco a trovare i titoli, scriverei un libro solo di titoli".
Ora è uscito un suo racconto sul terzo numero della rivista effe, Periodico di Altre Narratività
Si intitola Rassicurante come un cane brutto. Un'altra volta un titolo speciale. Anche il racconto è molto bello, racconta di una giornata passata a Lione con una coppia di fratelli sfasati e il loro cane. E il punto, effettivamente, è tutto dentro il titolo.
E così le ho domandato di scrivere i suoi 5 consigli per scegliere un titolo.

1) Il titolo è la prima cosa che guardo in un libro. Se mi incuriosisce leggo la quarta di copertina, sfoglio qualche pagina, altrimenti passo oltre. Diffido dei titoli troppo generici o frettolosi, mi sembra una mancanza di cura. Così come diffido di quelli che ricalcano i libri più venduti del momento. Anche il titolo deve avere una sua voce.

2) C'è chi dice che i titoli vadano messi alla fine, una volta trovato il cuore della storia. E ha senso. Io, dato che spesso prima di mettermi a scrivere sviluppo la storia nella mia testa, quando sono a buon punto ne parlo con qualcuno, quasi scherzando sparo un titolo, mi convince e di solito lo tengo.

3) Oppure lo trovo mentre scrivo: uno dei personaggi dice una frase o una parola che mi risuona e che modifica in qualche modo il mio sguardo. A volte i titoli mi suggeriscono dove andare a parare.

4) Il titolo non deve per forza essere riassuntivo ma quantomeno evocativo. Potete fare delle liste e pronunciando le varie opzioni vedere quale immagine vi suscita, qual è la più vicina al mondo che avete raccontato. Se c'è una ragione, potreste perfino chiamare il vostro racconto “Pippo Baudo”.
Impiego molto tempo a cercare i titoli giusti ma è un momento di assoluta creatività in cui mi diverto. Se esistesse come mestiere, scriverei soltanto titoli.


5) Alcuni titoli che amo: La sicurezza degli oggetti, Una cosa divertente che non farò mai più, Un complicato atto d'amore, Il giorno della civetta, Chi ha paura di Virginia Woolf, Cristo si è fermato a Eboli, L'inconfondibile tristezza della torta al limone, Peanuts, La maggior parte dei miei amici sono composti per due terzi d'acqua, Bambini di farina. Mio salmone domestico.

Pippo Baudo, disegno di Mari Accardi

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