17 luglio 2015

Impiego e scrittura



James Joyce

Un po' stanca per le infinite faccende, ieri parlavo col mio amico F. che tutti questi lavori, non so, forse non vale la pena, non mi lasciano neanche mai un po' di tempo per scrivere il mio romanzo.
E lui, F., mi diceva che se non ce li avessi quei lavori, magari sarei inquieta per il non averli e non riuscirei a scrivere comunque.
E oggi, la combinazione, in una lettera che il 1 marzo 1907 James Joyce scriveva a suo fratello Stanislaus leggo questo:

Ho risposto a molti annunci e spero di poter essere in grado di ottenere un impiego che mi permetta di trovare la forza di andare avanti con la scrittura.

2 commenti:

samantha ha detto...

Se non avessi un po' di lavoro non avrei spunti per le storie, ma ho poco tempo per scriverle e così sogni giornate intere davanti a fogli bianchi. La giornata arriva e non ho niente da scrivere, troppo tempo libero.

Gessica Franco Carlevero ha detto...

Contraddizioni di cui è fatta la scrittura in effetti. Sempre una cosa e il suo contrario...