9 luglio 2015

Georges Simenon, sono tutti uguali

Georges Simenon, 1936

Il mio primo romanzo l'avevo scritto a sedici anni. E quando mi ero trasferito a Parigi, tre anni dopo, avevo cominciato a guadagnarmi da vivere facendo racconti e novelle per i giornali popolari. Qualche tempo dopo mi sono dovuto fermare tre settimane per le riparazioni del mio battello a Delfzijl. In quei giorni, ho pensato di scrivere un romanzo poliziesco. Ho cercato di immaginare chi avrebbe potuto essere il protagonista e il primo nome che mi è venuto in mente e stato Maigret, il commissario Maigret. E una settimana dopo era già pronta la sua prima storia. L'ho mandata al mio editore, ma ero convinto che non gli piacesse. Infatti, in una lettera gli dicevo: «Non c'è violenza, non ci sono personaggi simpatici o antipatici, sono tutti normali. Manca una storia d'amore e la vicenda finisce male, Forse non interesserà a nessuno». «No, no», mi ha risposto l'editore, «tu continua a scrivere queste storie che io te le pubblico».

Georges Simenon, da un'intervista sul sito simenon.com

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