25 luglio 2015

5 consigli per un buon incipit, di Cristina Cigognini

Silvia Molinari, Alkekengi, acquerello su carta intelaiata, 2012

Personalmente, cominciare a scrivere mi viene semplice, nel continuare poi cominciano i guai.
Per tanti scrittori invece è il contrario, l'inizio è un grattacapo. In ogni caso, sia come sia, l'inizio di una storia è un momento delicato. 
Così questa pagina dei consigli è dedicata agli incipit, ed è a cura di Cristina Cigognini.

Cristina Cigognini

Cristina si presenta così.

Editor da molti anni, ormai, presso una casa editrice di Milano, sono co-fondatrice del blog e officina creativa TheyLab, che si occupa, fra le altre cose, anche di servizi editoriali.

Sono una lettrice avida, soprattutto di autori britannici o su di lì, è per questo che mi diverto anche a tradurli. Se, sui due piedi, dovessi consigliare una lettura direi senza esitazione Il taccuino d'oro di Doris Lessing e Il profumo di Patrick Süskind, ma se mi soffermassi a pensarci, non la smetterei più di blaterare titoli...

Ecco i suoi 5 consigli per un buon incipit.

L'incipit è forse la parte di un romanzo più difficile da scrivere, perché - come fa notare Philippe Forest ne Il gatto di Schrödinger - non esiste un punto in cui una storia inizia. Decidiamo noi di dare a una vicenda un punto di inizio. E quale esso sia.
Inoltre l'incipit di una narrazione deve essere accattivante, intrigante, interessante... e originale.
Questo non ci vieta, però, di esplorare soluzioni già in uso, perché qualunque sarà la nostra scelta, siamo sicuri che non inventeremo nulla, piuttosto lo reinventeremo. Non si dice, dopotutto, che tutte le storie sono già state scritte? Ma questo non ferma nessuno dallo scrivere ancora. 

1) Un buon inizio è giocare sull'equivoco. Si inizia facendo pensare di essere nel mezzo di qualcosa di scabroso, o assurdo, o pericoloso (decidete voi) per poi svelare l'equivoco dopo poche pagine o qualche riga e accompagnare i lettore nella "realtà" della storia.

2) Potete iniziare puntando sul mistero. In stile Moby Dick, per intenderci: "Chiamatemi Ismaele". E subito si pensa che quello non è il suo nome, che cosa c'entra con la storia che sta per raccontare, e perché non ci dice il suo nome vero? Per esempio, un inizio così: "Le prove a volte mentono. È così che mi hanno incastrato". 

3) Si può iniziare in medias res, nel mezzo di una conversazione per esempio. O durante una scena di guerra. Dipende un po' da che cosa state scrivendo. La conversazione è un buon modo per introdurre un paio di personaggi caratterizzandoli con il linguaggio e gli atteggiamenti.

4) L'inizio a volo d'uccello (be', non so se si chiama davvero così, ma mi pare renda l'idea). Lo sguardo del narratore passa sopra un paesaggio, descrivendolo (può anche essere un paesaggio urbano) e si avvicina sempre di più alla scena che abbiamo deciso darà inizio alla vicenda. In uno stile cinematografico, se volete.

5) Un incipit che trovo efficace (mio gusto) se combinato a un tono ironico è la "genealogia" del protagonista, o anche solo una presentazione di madre e padre, che spieghi le stranezze del nostro.

Ecco, cinque semplici suggerimenti, che spero possano esservi utili, anche solo per farvene venire in mente altri.
La scrittura è un lavoro personale, una soluzione o un'altra deve rientrare nelle vostre corde, e considerate, ovviamente, anche l'efficacia in rapporto alla storia.
Buona scrittura





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