4 giugno 2015

Scritte sui muri


Nello scrivere, e anche un poco nel parlare, ho la tendenza a dire le cose un po' di lato, non troppo direttamente. Non si tratta di non essere franchi, quello ci provo, ma di non essere spudorati. La spudoratezza non la apprezzo.
Eppure, sta mattina alle sette e mezza, mentre andavo al liceo e combinazione in quel tratto di strada non c'era nessuna persona, stavo per prendere il pennarello punta grossa e scrivere sul muro davanti alla banca: Marvionne, une merde. 
Marvionne è il bancario che sta seguendo certe pratiche e al quale vorrei far sapere cosa penso, senza cercare sinonimi, senza vie seconde. 
La poetica delle merde.


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