27 giugno 2015

Le nouvel Amour di Philippe Forest. Un libro sulla sentimentalità dello scrivere

Le nouvel amour, Philippe Forest

In Le nouvel amour Philippe Forest sembra parlare dell'amore. 
Il punto di partenza è la fine del matrimonio del protagonista con la moglie, Alice. La morte della figlia di tre anni ha lasciato un male che non riescono a risolvere stando vicini, nonostante continuino a vivere nello stesso appartamento. 
Alice comincia a frequentare un altro uomo e Philippe un'altra donna, Lou.
Philippe Forest analizza la nascita del nuovo amore, la relazione con la moglie dalla quale non riesce a separarsi definitivamente, racconta lo stupore per la gioia che credeva non avrebbe provato più. 
Un po' un romanzo e un po' quasi un trattato dei sentimenti.
Poi a metà del libro l'equilibrio tra i sentimenti di Lou e Alice, cui Philippe è al centro, comincia a cedere.
Ora, senza entrare nei dettagli della storia, queste informazioni servivano per arrivare al punto di cui volevo parlare.
Philippe comincia a stare male.

Lo sapevo bene. Qualcosa non andava. Da sempre. Qualcosa che ritornava dal fondo della mia vita e che avrei voluto dimenticare. Una falla, una fessura da cui tutto minacciava di scivolare giù. Anche la felicità di un nuovo amore non bastava a riempire questo vuoto in cui versava la mia vita. Il male era troppo profondo, senza dubbio era troppo antico.
Se bisogna dare un nome a questo male, non ho niente in contrario a chiamarlo sentimentalità.

Quando ho letto questo passaggio ho fatto un'orecchia al libro. 
Nel libro non c'entrava niente, fino a quel momento il libro parlava della relazione tra Philippe, Lou e Alice.
Eppure quella situazione che descriveva, quel tipo di male, che alla fine Forest chiama sentimentalità, mi sembrava lo stesso che sta dietro a una persona che si mette a scrivere.
Poi il romanzo va avanti, Philippe sta sempre più male, prende degli antidepressivi che gli fanno ancora peggio. Incontra Lou, incontra Alice, ma la situazione non si risolve. Mentre scende le scale guarda in basso e pensa che effetto farebbe il suo corpo che precipita.
E poi un certo punto dice,

Allora, ho fatto la cosa più stupida che ci fosse, la sola che mi restava e che avevo l'illusione di saper fare. Mi sono messo a scrivere...
Scrivere era una vecchia superstizione a cui, senza crederci davvero, mi confidavo di nuovo. Una stupida stregoneria di parole e segni, la stessa a cui altre volte avevo affidato la cura della mia vita...
Mi sono messo a raccontare la storia del mio amore per Lou. Non so a chi fosse destinato il racconto, né cosa potesse voler dire...
Era estate, ancora, la lunga solitudine delle giornate vuote sotto il cielo blu. Scrivevo e senza sapere il perché. La mia mano allineava parole che cadevano su misura dalla mia memoria. E cresceva la certezza nel mio cervello che qualche cosa si facesse mio malgrado, qualcosa di cui non potevo rispondere, un libro testimoniante contro di me, un romanzo di cui non avrei mai avuto il coraggio di affrontare realmente gli effetti che avrebbe prodotto intorno a me se un giorno fosse stato pubblicato. 
Scrivevo per salvarmi perché non esiste mai altra ragione per farlo...
Scrivevo senza sapere verso dove ed era la prima volta. O meglio, lo sapevo ma non mi rassegnavo e allora non concepivo a quale conclusione sarebbe arrivato il libro....
Raccontando la mia vita, provavo il sentimento ordinario di essere diventato persona...
E la stranezza dell'operazione riusciva a conservarmi irriducibilmente vivo...

E poi senza tanti dettagli sulla storia tra Philippe, Lou e Alice, il libro arriva alla fine.

Si crede che un romanziere racconti quello che gli è successo quando è tutto l'inverso; se si racconta, al contrario, è solo perché qualcosa capiti ancora. Si pretende di fare un libro del proprio passato e, in verità, si traccia nel vuoto un segno, ed è all'avvenire che ci si rivolge.

Le nouvel amour in italiano si intitola L'amore nuovo,
edito da Alet Edizioni.
Un bel libro sulla sentimentalità, delle persone e della scrittura.

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