6 giugno 2015

Flaubert, e le sue dieci ore di scrittura al giorno



Un'amica mi diceva il suo scetticismo nei confronti di quegli scrittori che ogni momento esce un loro libro, dei Vasco Rossi diceva, un affare commerciale.

Forse, ma non mi convinceva il suo pensiero, è anche una questione di costanza, non solo di commercio pensavo. Per esempio Flaubert che ogni quattro, cinque anni pubblicava un libro, in una lettera al suo amico Jules Duplan scriveva

"Domenica mattina, 16 maggio 1869, cinque meno quattro minuti: FINITO! Vecchio mio! Si', il mio libro è finito!... Sono seduto al tavolo da ieri, dalle otto di mattina. La testa mi scoppia. Non importa, ho un bel peso in meno sullo stomaco".


In quell'occasione Flaubert si riferiva a L'Educazione sentimentale. E Flaubert era uno che, stando alle sue lettere, in media ogni giorno scriveva dalle dieci alle dodici ore. 
Si sedeva e scriveva, per togliersi un peso dallo stomaco. 





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