5 maggio 2015

Sui puntini di sospensione

Il primo numero de La Nouvelle Revue Française, 1 febbraio 1909

Ancora sulle pignolerie di chi scrive, e su come gli editori prendono queste cure degli autori. 
Nella biografia su Gaston Gallimard scritta da Pierre Assouline, si racconta che

Gallimard ha delle noie di questo genere anche con i suoi amici intimi, Léon-Paul Fargue per esempio é decisamente un autore impossibile, al punto da disperare Gide e Larbaud. Promette ma non resiste, rimanda continuamente la consegna, scombussolando tutto il programma di stampa.
"Evitatevi la seccatura di ricevere ogni giorno una mia lettera e mandatemi le vostre bozze definitive. Non scapperete più, sarete pubblicato", gli scrive Gaston alla fine del 1911. 
Tre mesi più tardi crede di aver vinto la causa. 
I poemi di Léon-Paul sono in stampa. Tranne un evento straordinario, ci siamo. Giustamente, l'imprevisto arriva: Fargue non è soddisfatto del suo lavoro e, sapendo che alle edizioni della NRF (La Nouvelle Revue Française) ci si strappa i capelli quando arriva una sua nuova richiesta, allora lui parte per Bruges  per domandare a Edouard Verbeke (il tipografo della NRF) di ricominciare la stampa del suo libro sotto il pretesto che i numerosi "tre puntini di sospensione" che brillano nel suo testo, devono essere imperativamente rimpiazzati da una sua recente invenzione: "i due punti di sospensione", siccome gli altri gli fanno "l'effetto di piccoli piselli di cui si perde molto sgranandoli".

(Pierre Assouline, Gaston Gallimard, Paris, Editions Balland, 1984)

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