31 maggio 2015

Su come Maurice Bedel ha proposto il suo manoscritto a un editore



Maurice Bedel

Ieri sera verso le nove ricevo un messaggio di G.T. 
Posso chiamarti? devo chiederti delle cose.
Chiama. Non ero troppo convinta, ma va be', che chiami.
Allora G. T. alle nove e cinque chiama e comincia a chiedermi,
Secondo te se mando il mio manoscritto via posta, gli editori mi leggono? Secondo te mi prendono per deficiente? Non dicono che bisogna per forza conoscere qualcuno che conosce qualcuno?
Siccome io in questo caso non ci posso fare niente, innanzitutto perché non sono un agente, poi perché il libro di G.T. non mi convince per niente e non mi interessa far leggere a qualcuno un libro che già secondo me non funziona, insomma ho incoraggiato G.T. a mandare, se ne è convinto, il suo manoscritto agli editori, che certo, lo leggeranno sicuramente e non penseranno di lui che è un deficiente.
Fatto sta che poi mi sentivo un po' magonata, di averlo sbolognato cosi', e ne parlavo con Sandro che siccome voleva passare a parlare di altro, almeno il sabato sera, mi ha raccontato un aneddoto su Maurice Bedel.
In sostanza Bedel alla fine degli anni Venti era una persona completamente sconosciuta nell'ambiente delle lettere a Parigi. 
Si dice che un giorno del '27 sia entrato nella libreria Gallimard di Boulevard Raspail per comperare l'ultimo libro di Morand, e al momento di pagare abbia chiesto al libraio se non conoscesse qualche editore interessato a una fantasia.
Subito il libraio non aveva ben capito, cosi' Bedel si era spiegato meglio, insomma, aveva un manoscritto e non sapeva a chi darlo.
Quindi il libraio ha chiamato il capo della libreria il quale ha detto al giovanotto Bedel che gli lasciasse pure il suo scritto che l'avrebbe dato al suo editore, Gallimard.
Qualche mese dopo, l'autore riceve una lettera che lo informa, il suo libro sarà pubblicato, e qualche mese dopo ancora riceve un'altra telefonata, ha vinto il premio Goncourt.

A quel punto Sandro pensava che adesso sarei stata tranquilla, e avremmo potuto andare a letto e guardare un cine. 
Invece sono andata a cercare su internet e ho trovato il blog Comme en 14 dedicato a Maurice Bedel, dove ogni giorno è pubblicato un capitolo del suo libro in cui racconta i sui quattro anni di guerra sull'Atlas Marocchino. 
E cosi', niente cine, alla fine ho letto Bedel.


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