24 maggio 2015

Rifiuti editoriali diplomatici

Roger Martin du Gard

E. R. mi scrive che da più di un anno aspetta la risposta di un editore che aveva letto il suo romanzo e diceva che forse, magari, con qualche correzione, il romanzo di E. R. avrebbe anche potuto essere pubblicato. Si sarebbe fatto sentire lui, l'editore. 
Adesso E. R. è un anno che aspetta, non lo chiama per non disturbare, fare l'insistenza, e continua a chiedersi chi sa...
Ora spero non sia questo il caso, ma ieri leggevo la biografia di Gaston Gallimard e c'era un passaggio che mi ha fatto pensare a questa situazione.

"Un giorno del 1918, Roger Martin du Gard (che riceverà il Premio Nobel per la letteratura nel 1937) chiede a Gallimard a che punto sia la pubblicazione del suo manoscritto Près des mourants; Gastone gli risponde visibilmente a disagio:
- E' molto letterario, si sente un po' la fabbricazione, dovremmo discuterne...
Lo scrittore comprende subito, e nella sua testa traduce il linguaggio affabulatore dell'amico in termini univoci. La sera sul suo diario scrive, semplicemente:
- Non vale niente.

(Pierre Assouline, Gaston Gallimard, un demi siècle d'édition française, Paris, Editions Balland, 1984)

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