26 maggio 2015

Le città dei complimenti

Bernard Grasset

Un esercizio che si faceva alla rivista L'Accalappiacani nel 2008 era prendere dei testi e sostituire alcune parole. 
Per esempio si prendeva un racconto e tutte le volte che c'era scritta la parola pane la si cambiava con la parola nave. Sono venuti fuori dei testi dove il significato era sottosopra e veniva fuori un'altra realtà.
Ieri ho fatto lo stesso con l'estratto di un articolo di Bernard Grasset uscito il 28 marzo 1929 sulla rivista Candide
Grasset negli anni Venti era tra gli editori più influenti in Francia. Nel 1913 aveva pubblicato a conto dell'autore Dalla parte di Swann, il primo volume di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, libro che aveva già subito il rifiuto di Gallimard.   
Grasset nel suo articolo parlava dell'editoria, di Parigi, e di un certo tipo di moneta diversa dal denaro.

Parigi è il grande mercato dei servizi. Si sa che a Parigi sono riuniti mille valori differenti, in cui i saloni sono le borse, e dove si è sempre sicuri di trovare la moneta esatta per quel che si cerca senza servirsi di denaro, cosa che sarebbe immorale e mal vista. Cosi' ogni complimento che si fa si somma al credito del proprio conto presso uno o un altro. Se Parigi è la città dei complimenti, ogni parigino vuole avere una grossa provvigione a suo conto.

Leggendolo pensavo che cambiare Parigi con Milano, Roma, Firenze o Madrid, o 1929 con 1989 o 2009, la questione rimane la stessa.

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